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Giliberti, mano tesa a Delli Noci: “Lavoriamo insieme al programma”

Dal candidato del centrodestra segnali di disponibilità nei confronti dell'ex assessore. Illustrate le sette linee guida della proposta politica per i leccesi

Mauro Giliberti.

LECCE – Il candidato sindaco del centrodestra, Mauro Giliberti, tende la mano ad Alessandro Delli Noci, che con il movimento “Un’altra Lecce” sta costruendo un percorso autonomo dallo schieramento di cui ha fatto parte fino a pochi mesi addietro. L’apertura verso l’ex assessore è arrivata dal Parco di Belloluogo dove Giliberti ha illustrato i sette punti cardine del suo tavolo programmatico.

“Mi sembra che ci siano ancora gli spazi per lavorare insieme al programma, visto che su quell’ultimo tema – ha detto indicando sul manifesto che campeggiava alle sue spalle ‘giovani, opportunità e innovazione’ - c’è un primo rigo scritto da me e tanti altri che ne restano da scrivere. Io penso che le persone intelligenti possono pensare a un certo punto di farlo insieme, parlando di cose e non di posti o di postazioni. Per me sarebbe un grandissimo piacere”. E’ chiaro poi che una convergenza significherebbe la rinuncia alla candidatura da parte dell’ex assessore, ipotesi che Delli Noci ha già più volte e seccamente smentito.

Le altre sei linee guida del programma sono welfare di prossimità e sostegno al reddito; periferie verdi e ambienti urbani sicuri; marine città rurale e paesaggio; economia urbana; parcheggi e mobilità smart; Teatro Apollo e luoghi della cultura. Per ciascuna di esse Giliberti ha indicato con uno o più hastag un suo obiettivo, come ad esempio il porto turistico, il manager per la sicurezza urbana, la lotta all’abusivismo commerciale, lasciando poi una ideale “pagina bianca” per il completamento.

Davanti allo stato maggiore della coalizione – da Paolo Perrone ad Antonio Gabellone, da Saverio Congedo ad Adriana Poli Bortone passando per gli assessori, numerosi consiglieri comunali e gli esponenti di partito – Giliberti ha schivato le polemiche sull’inaugurazione del Teatro Apollo, in programma il 3 febbraio alla presenza del Presidente della Repubblica, per guardare avanti: “Mi appassiona la prospettiva dell’Apollo: direzione autorevole, come recita l’hastag che ho inserito io, significa pensarlo come un grande teatro europeo e può voler dire anche un famoso direttore che possa creare un evento di respiro altissimo sul modello di Cortina Incontra. L’altro hastag, set, vuol dire farne uno strumento a servizio dei media nazionali e internazionali, in modo che ci sia una promozione permanente della città, non solo nel periodo estivo”.

Sulla questione della mobilità, in particolare dell’estensione temporale della Ztl, il candidato si è detto favorevole alla consultazione popolare, iniziativa che pure era stata tentata nei mesi scorsi da una serie di associazioni: “Sono misure che vanno studiate bene. Io penso che su questi temi uno strumento importante sia quello referendario. Ricordo che 20 anni fa tutti gridarono al massacro e all’implosione dell’economia leccese, poi invece la chiusura è piaciuta. Il referendum non lo vedo come uno strumento di debolezza della politica”.

Una domanda dei cronisti ha avuto come oggetto proprio il luogo della presentazione, quel Parco di Belloluogo che da anni è al centro di una vicenda ambientale e giudiziaria, con i rischi di inquinamento della falda acquifera: “Non conosco le carte dell’inchiesta, non entro nel merito del lavoro della magistratura – ha risposto Giliberti – ma penso che sia un luogo tenuto ora benissimo e penso che la formula dell’amore dei privati, quando sono quelli giusti, possa essere quella vincente”.

Sul punto però è arrivata una sollecitazione tagliente da parte del consigliere comunale di minoranza, Carlo Salvemini: “Caro Mauro – ha scritto in una nota – il modo migliore che hai di essere un buon candidato è quello di non perdere il tuo senso del giornalismo: raccontare i fatti senza cedere alla retorica e alla propaganda”. Il riferimento è al fatto che l’affidamento per la gestione è avvenuto solo nel mese scorso, dopo la fallimentare inaugurazione del 2012, ma anche alla richiesta di revisione del contratto avanzata dal privato che gestisce il parco e che deve sostenere tutti gli oneri di manutenzione, “avendo capito a quali spese andrà incontro”.

Infine, ha ricorda Salvemini a Giliberti, da giornalista “avresti ribadito le conclusioni della perizia tecnica sulla base della quale si è concluso il processo ex Apisem e nella quale si evidenzia il rischio di propagazione dell’inquinamento della falda acquifera nell’area interna al parco”. Insomma, per l’esponente progressista è necessario da parte dell’amministrazione che verrà un ulteriore sforzo finanziario e per la tutela dell’area.

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