Giovedì, 5 Agosto 2021
Politica

Giorni contati per Billa: “La partita adesso è in mano alle istituzioni”

Da ieri in assemblea permanente presso l'iper di San Cesario, 72 lavoratori manifestano sotto la Prefettura. I sindacati sollecitano le istituzioni: "Urgente un progetto alternativo, prima che cominci la trattativa tra le imprese"

 

LECCE - L’imperativo dei lavoratori del gruppo “Billa”, ora, è quello di far uscire allo scoperto l’azienda, ovvero il gruppo Rewe, sul nome del possibile operatore commerciale che si è fatto avanti nella trattativa, dichiarandosi interessato a rivelare l’attività. E questo prima che si abbassino definitivamente le saracinesche nel primo ipermercato della provincia di Lecce, collocato sulla via per San Cesario, che sin dalla sua apertura ha vissuto tra gli alti e i bassi dei vari passaggi di gestione.

Resta una settimana, i tempi stringono e i 72  dipendenti sono inevitabilmente passati alle maniere forti. Da ieri sera in assemblea permanente nei locali dell’iper, questa mattina hanno incontrato la vice presidente della Regione Puglia, Loredana Capone per poi muoversi in corteo fino alla Prefettura di Lecce.

Sono disposti a tutto pur di non indebolire la loro posizione contrattuale: la loro presenza nel supermercato suona come una forma di pressione alla proprietà di Billa. Un appello alla responsabilità sociale di chi si fa avanti e di chi se ne va, senza troppi complimenti. Prima che la dipartita di Billa diventi un addio certo a 72 posti di lavoro.

“Gli imprenditori non possono fare ciò che vogliono”, tuonano i sindacati Filcams Cgil, Uiltucs Uil e Cisal, ricordando gli anni in cui Rewe ha usufruito di contributi pubblici sotto forma di cassa integrazione e contratti di solidarietà. Sacrifici serviti a nulla.

billa manifestazione 011-2Il fattore tempo pesa almeno quanto la posta in gioco, altissima. Il rischio è chiaro: dopo la chiusura di Billa, i lavoratori potrebbero scivolare dalla cassa integrazione alla mobilità approdando al nulla. Mentre i competitor avrebbero il terreno spianato per una trattativa commerciale al ribasso che nel rilevare l’attività, non tiene conto (e non ha obblighi) di assunzione di tutto il personale precedente.

Se Rewe non si sbottona, Loredana Capone ha deciso di intervenire con una lettera per conoscere l’identità del misterioso operatore, prima del 24 aprile, data fissata per i lavori della task force regionale. Sebbene sul filo di lana, serve un progetto immediato perché la contrattazione rimanga nelle mani delle istituzioni, prima di lasciar campo libero alle aziende. Ai 72 dipendenti cosa resta? La possibilità dell’attivazione di una cassa integrazione per un anno, la mobilità di altri 6 mesi. E la speranza che le istituzioni si attivino per frenare la corsa della biglia sul tavolo ormai inclinato.

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