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Una veduta del lungomare di San Cataldo.

Una veduta del lungomare di San Cataldo.

Miglietta: "Modello condiviso di sviluppo ambientale e turistico del litorale"

La giunta ha approvato la partecipazione a un bando regionale per la ripartizione dei fondi europei: disponibili fino a cinque milioni

LECCE – Per la riqualificazione delle marine il Comune di Lecce ha deciso di partecipare a un bando regionale, in scadenza a fine settembre, per la programmazione degli interventi da finanziare con fondi comunitari previsti per il periodo 2014-2020. Il tetto massimo del finanziamento per un comune della grandezza di Lecce è  pari a 5 milioni di euro.

Una scelta, quella della giunta leccese, che recupera il lavoro di programmazione e confronto pubblico svolto nelle passate amministrazioni, dal laboratorio del Piano di Rigenerazione delle marine leccesi “tra Lecce e il mare c'è di mezzo il fare” del 2010, al workshop “Incontri del Terzo luogo” promosso dalle Manifatture Knos nel 2012 al quale prese parte il paesaggista Gilles Clément, ma che vuole avviare il passaggio definitivo ad una nuova fase.

“Questa delibera aprirà una stagione nuova di co-pianificazione e co-progettazione tra l'amministrazione, i cittadini, i portatori di interesse e gli enti che operano sul litorale – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica, Rita Miglietta –. Penso che abbiamo bisogno di rendere condiviso il modello di sviluppo ambientale e turistico del litorale, partendo dall'interesse che tutta la città ha di mettere a valore le aree ambientali della coste e di dare sostenibilità al turismo che saremo in grado di attrarre”.

Trova dunque spazio nell’agenda politica delle prime settimane del nuovo governo cittadino il tema più volte discusso in campagna elettorale e, in realtà, sempre molto attuale nelle cronache nell’attesa, annunciata e troppe volte rinviata, di un vero rilancio del litorale leccese. Per la giunta guidata da Carlo Salvemini la responsabilità del ritardo accumulato negli anni scorsi sta nell’assenza di strumenti di programmazione urbanistica – redazione del piano delle coste, esecuzione dei piani particolareggiati -  alla quale va posto rimedio con “una strategia territoriale volta ad integrare beni ambientali e storici e paesaggi costieri in un sistema territoriale sostenibile”.

Nella delibera approvata ieri dalla giunta si parta dalla constatazione di “un contesto urbano e paesaggistico attraversato da degrado diffuso degli spazi pubblici e dei contesti edificati, da carenza di servizi e attrezzature, da fenomeni estesi di desertificazione commerciale, da un sistema di infrastrutture per la mobilità dolce e carrabile fortemente frammentato che, unito al degrado degli spazi pubblici, non garantisce un’accessibilità sostenibile alla spiaggia e ai centri marini di San Cataldo, Frigole e Borgo Piave, Torre Chianca, Spiaggiabella e Torre Rinalda, compromettendo fortemente la qualità delle relazioni fisiche e sociali e la vocazione turistica della città”.

Allo stesso tempo, però, si individuano i punti di forza sui quali incardinare una politica di sviluppo: “Un paesaggio di estremo pregio ambientale che può contare, oltre che sulle bellissime spiagge, anche su diffusi beni storici e archeologici come le torri costiere e il molo di Adriano, le architetture e i segni del paesaggio della riforma, e dalla successione delle notevoli aree naturali del Parco Naturale Regionale Sic Bosco e Paludi di Rauccio, dei Sic di Acquatina, Torre Veneri, La Lizza e macchia del Pagliarone e Specchia dall’Alto”.

L’amministrazione comunale auspica il coinvolgimento anche degli enti che a vario titolo operano sul litorale quali Università del Salento, l’Esercito Italiano, l’ente Parco di Rauccio, il Consorzio di bonifica.  

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