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“Droga a Palazzo? Un attacco mediatico”. La giunta valuta i danni, 4 anni dopo

Dopo l'operazione "Augusta", nell'autunno del 2011, si rincorsero notizie relative al presunto utilizzo di droga tra esponenti dell'amministrazione comunale di allora. Con una delibera il governo cittadino affida ad un avvocato l'incarico di verificare eventuali azioni di risarcimento

LECCE – Un’azione di risarcimento in sede civile e la sollecitazione per azioni disciplinari nei confronti dei giornalisti. La giunta comunale, nell’ultima seduta, ha votato una delibera, istruita dal gabinetto del sindaco, che affida un incarico esterno all’avvocato Roberto De Matteis.

Il professionista passerà in rassegna il materiale giornalistico risalente alla fine del 2011 relativo ai resoconti pubblicati o mandati in onda riguardo al presunto utilizzo di sostanze stupefacenti da parte di componenti dell’amministrazione comunale di Lecce. In particolare l’attenzione  del sindaco Perrone è concentrata sulle notizie della prima settimana di ottobre di quell’anno, durante la quale si ipotizzarono contatti tra esponenti di Palazzo Carafa e componenti di un gruppo criminale che era stato oggetto dell’operazione di polizia giudiziaria denominata Augusta.

Il giorno 8 ottobre il procuratore capo della Repubblica, Cataldo Motta, attraverso un comunicato stampa bollava come infondata, alla luce delle evidenze investigative note, qualsiasi allusione a rappresentanti istituzionali. In molti si sottoposero all'esame tricologico per fugare ogni dubbio di fronte ad un'opinione pubblica disorientata.

A detta della giunta si trattò quindi di un vigoroso attacco mediatico contro l’amministrazione di allora (si era vicini alla fine della prima consiliatura con Perrone sindaco) a fronte del quale, quattro anni dopo, il governo cittadino ha interesse a capire se la condotta degli organi di stampa, nazionali e locali, nonché le dichiarazioni di singoli (esponenti della minoranza che intervennero nella questione) abbiano leso l’onore e il decoro del Comune di Lecce.

Del resto un procedimento penale si è aperto nel 2013 per il reato di oltraggio a corpo politico amministrativo o giudiziario dello Stato nei confronti dell'amministratore unico di Telerama, del giornalista e dell'operatore che realizzarono un servizio-provocazione nel quale agli assessori e consiglieri comunali di passaggio all'ingresso di Palazzo Carafa veniva proposta finta droga.

I commenti

Dai banchi dell’opposizione interviene Luigi Melica: “Esprimo la mia più viva solidarietà agli operatori della stampa ed a tutti i media. Ma cosa vuole ottenere il sindaco attraverso un’azione che nessuno legge come fine a se stessa? Forse mettere la museruola alla stampa? E perché? Di cosa si duole, il sindaco, con la stampa? Di ciò che essa resoconta oggi, o, forse, ed ancora una volta, di ciò che potrebbe resocontare domani se, come sembra, le nubi si addenseranno sul Comune? Chi può saperlo. Di certezza ce ne è una sola: il sindaco è sempre più lontano dai problemi dei cittadini, sembra pensare ad altro e reagisce spropositatamente ai puntuali resoconti che la stampa pubblica su fatti oggettivi dove lo stesso Sindaco è sempre più indifendibile”.

Anche per Paolo Foresio, capogruppo del Pd è “assurda ed incomprensibile la ratio di questa delibera, è la conferma che abbiamo una giunta lontana mille miglia dai problemi reali della città. Con tante emergenze che purtroppo ci sono e che vengono fuori ogni giorno, si utilizzano ancora una volta soldi pubblici per una vicenda che risale a quattro anni fa e che i più avevano dimenticato. Perché il sindaco dopo tutto questo tempo ritiene di dover difendere l'immagine della città? Attendiamo risposta. Come pure vorrei capire che senso ha verificare che ci sia stato un comportamento deontologicamente corretto da parte degli organi di informazione. E cos'è diventato Perrone, il presidente dell'ordine dei giornalisti? Mi pare che stiamo un po’ esagerando. Mi auguro che il primo cittadino ci ripensi, perché questa sua ultima infelice iniziativa sembra tanto un tentativo di mettere un bavaglio alla stampa”.

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