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La giunta regionale adotta il giudizio del comitato Via: respinto il progetto Tap

Su proposta dell'assessore all'Ambiente, Lorenzo Nicastro, il governo pugliese ha deliberato il parere sfavorevole alla realizzazione del gasdotto. La parola definitiva spetta a Roma e intanto si paventa l'ipotesi di un accordo con Edison per il tracciato che passa da Otranto

Lorenzo Nicastro e Nichi Vendola (@TM News/Infophoto).

BARI – Dopo il parere tecnico, arriva il giudizio politico. La ratifica da parte della giunta regionale del giudizio negativo del Comitato di valutazione d’impatto ambientale sul progetto di gasdotto proposto dal consorzio Tap, aggiunge un altro elemento ad una partita giocata su più tavoli: da quello segreto della diplomazia internazionale a quello manifesto delle assemblee pubbliche.

E se il colosso energetico conta di avere la strada spianata nelle stanze che contano, deve pur fare i conti con il protagonismo attivo di un territorio che si è messo di traverso e che ha trovato nelle istituzioni locali, volenti o nolenti, un interlocutore che ha l’obbligo di ascoltare i propri elettori. Intanto si fa largo la convinzione che unendo il progetto Tap con quello Ig-Poseidon (di Edison) che fa rotta su Otranto, si possa trovare la quadratura del cerchio. Di certo una soluzione del genere non troverà il sostegno del Comitato No Tap che ha sbandierato più volte la sua contrarietà all’idea di gasdotto e non solo a quello che prevede l’approdo a San Foca.

La prossima mossa spetta ora al ministero dell’Ambiente, la cui valutazione è attesa per la fine della prossima primavera. Ci sono molte variabili che possono influire sul corso degli eventi: dalla determinazione del consorzio a ritenere, di fatto, quella proposta quale unica via percorribile, alla tenuta del governo Letta sulle montagne russo di un panorama politico effervescente. Il premier in persona, e, più di recente, il ministro degli Esteri, Emma Bonino, sono stati a Baku, capitale dell’Azerbaijan per confermare ai padroni del gas la volontà italiana di diventare un hub strategico per l’Europa che a sua volta considera quest’opera, come molte altre, decisivo per il proprio futuro energetico.

Non si può peraltro negare che il quadro, già di per sé complesso, si è movimentato ancora di più a novembre scorso, quando proprio un altro dicastero romano, quello dello Sviluppo economico, ha concesso ai proponenti di Ig-Poseidon – che è incluso anch’esso nella lista delle opere strategiche dell’Unione europea - la proroga fino al 2016 per l’avvio dei lavori. Nell’agosto del 2010, infatti, era arrivato il decreto di compatibilità ambientale, nel maggio dell’anno successivo l’autorizzazione unica del Mise e nel giugno dello scorso anno l’atto di concessione demaniale.

E proprio in autunno il fronte di opposizione a Tap raggiungeva il punto di massima consapevolezza, con la presentazione delle osservazioni allo studio di impatto ambientale presentato da Tap a settembre. Il processo di consultazione pubblica avviato dalla Regione Puglia ha consentito di inquadrare istituzionalmente il dibattito e, soprattutto, di far toccare con mano al rappresentante del governo – il sottosegretario allo Sviluppo economico, De Vincenti – il malumore di quella fetta di Salento interessata dall’opera. Oggi, infine, il fatto politico del diniego della Regione Puglia che, sebbene non vincolante, costituisce comunque un elemento per scavalcare il quale, il governo nazionale si dovrà assumere una responsabilità che potrebbe pagare al prossimo passaggio elettorale.

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