Taglio delle indennità di giunta per finanziare il sostegno e l’inclusione nella comunità

Sindaco e assessori restituiscono in bilancio il 15 per cento a favore di un fondo riservato a cittadini con una condizione economica disagiata. Retribuiti con massimo 200 euro piccoli lavori di utilità sociale. E i consiglieri rinunciano al gettone

Il municipio di Calimera.

CALIMERA – Il Comune di Calimera capovolge l’impostazione delle politiche del welfare rispetto alla precedente amministrazione. Tra le prime mosse della giunta di Francesca De Vito – di recente oggetto di un episodio intimidatorio – c’è stata infatti quella della restituzione del 15 per cento delle indennità di ciascun componente dell’esecutivo per finanziare un apposito capitolo di bilancio denominato “Patti per l’inclusione sociale attiva”. Di pari passo, i consiglieri hanno deciso di rinunciare al gettone di presenza.

“Negli anni che ci hanno preceduto – ha spiegato il primo cittadino - il sostegno alle persone e ai nuclei familiari con disagio economico veniva corrisposto con la monetizzazione, cioè alle persone con disagio economico veniva corrisposto, una tantum, sulla base di criteri non meglio definiti, un contributo in danaro. Noi abbiamo capovolto quest’ottica mettendo al centro la persona e la sua dignità, investendo sulle risorse delle persone e dei nuclei familiari, creando un triplo beneficio: per chi ha bisogno, per l’intera comunità ma anche per ridare dignità al Servizio sociale professionale che non è un bancomat e che finalmente ha la possibilità concreta di costruire progetti realmente personalizzati.

Per tre mesi almeno 28 persone saranno sostenute con massimo 200 euro in cambio di piccoli servizi resi alla comunità, ma la retribuzione varia a seconda della prestazione offerta. Per evitare decisioni discrezionali è stato predisposto un bando che tiene conto della composizione del nucleo familiare e che parte dalla premessa di un indicatore della condizione economica compreso tra 0 a 4mila euro all’anno.

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“Abbiamo blindato l’accesso al beneficio e i criteri di valutazione perché vogliamo che la misura sia quanto più equa possibile  – ha spiegato Serenella Pascali, assessora al Welfare -. Questa prima sperimentazione sarà attiva da ottobre a dicembre sia perché le risorse in bilancio non ci consentivano di andare oltre, sia perché è bene testare la misura per limare poi eventuali limiti riscontrati in fase di attuazione, sia per consentire il costante aggiornamento dei richiedenti. Dal punto vista delle reciproche responsabilità e degli impegni contiamo molto sulla sottoscrizione del patto, anche questo di carattere simbolico oltre che concretamente stipulativo: noi vogliamo fare un nuovo patto con i nostri cittadini e con la Comunità intera, il patto della dignità che fa leva sulle risorse, il patto dell’inclusione, il patto della legalità”.

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