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Giunta Vendola perde pure Decaro. Fitto all’attacco: “Pugliesi presi in giro”

Il neo parlamentare rifiuta l'incarico assessorile e si aggiunge a Rosa Stanisci, già sottrattasi all'incarico. Dal Pd si chiede che l'esecutivo resti a dieci. L'ex Ministro: "Il presidente non doveva restare in Puglia?"

Nichi Vendola

BARI – È una nuova giunta tormentata quella annunciata solo qualche giorno fa dal governatore pugliese, Nichi Vendola, e che, di fatto, non ha ancora visto la luce. Dopo la rinuncia all’incarico assessorile di Rosa Stanisci, ex sindaco di San Vito dei Normanni, oggi arriva quella di Antonio Decaro, neo parlamentare del Pd: “Avevo già comunicato al presidente – ha affermato - che non avrei accettato, avevo chiesto del tempo per discutere le motivazioni con il gruppo consiliare e con il mio partito. Non accetto l’incarico per un atto di lealtà e coerenza con gli elettori che mi hanno votato alle ultime elezioni politiche. Anche se questa legislatura durerà poco, anzi soprattutto per questo motivo ritengo opportuno fare il parlamentare”.

Le fibrillazioni nel Pd pugliese restano, nonostante il chiarimento avviato con Vendola in queste ore: in molti non hanno gradito la scelta del governatore di rimettere mani alla giunta, senza confrontarsi con i dirigenti del partito bersaniano. In un documento approvato all’unanimità dai consiglieri regionali, tuttavia, il Pd pugliese garantisce "fiducia al Presidente Vendola, al programma di fine mandato che sarà condiviso, e all'esecutivo scelto per il quale il Pd, prendendo atto delle dimissioni di Decaro e Stanisci, non avendo nulla a pretendere”, chiede che la composizione “sia contenuta nel numero di 10 assessori con una riduzione degli assessori esterni".

Il Pd pugliese resterebbe quindi rappresentato da tre soli assessori. Nel documento, il partito ribadisce il diritto, al pari delle altre forze politiche della coalizione, “di chiedere chiarimenti ed esprimere valutazioni, ma non ha nulla da rivendicare per i propri uomini e donne, e si rimette a una discussione collegiale col presidente e con la maggioranza solo per quanto attiene il programma delle cose da realizzare". La giunta a dieci sarebbe “al solo fine di dare un buon esempio in materia di contenimento dei costi della politica che in questo momento storico è l'unico argomento che attribuisce credibilità a tutti i programmi e a tutte le migliori intenzioni”.

Ma la polemica politica vede partecipare anche il centrodestra che, per bocca di Raffaele Fitto, evidenzia l’incongruenza di Vendola, che, dopo aver dichiarato di voler restare governatore in Puglia, non si sarebbe ancora dimesso da parlamentare: “Man mano che passano le ore appare sempre più chiaro – afferma - che Vendola ha preso in giro i pugliesi dicendo che sarebbe rimasto Presidente della Regione. In Puglia non se ne vede traccia, mentre a Roma svolge in pieno il suo mandato di parlamentare e di ospite di talk show televisivi”.

“Intanto – prosegue - la Regione è priva di Governo,  paralizzata dai postumi di una sonora umiliazione inflitta al Pd da Vendola, il quale ha minacciato dimissioni che in realtà spera di poter dare a cuor leggero quanto prima, magari incolpando il Pd di non avergli consentito di restare in Puglia a continuare a fare il Presidente della Regione. Oggi il Pd gli ha sostanzialmente ripassato la palla di fatto, suo malgrado, avallando il suo operato ed incalzandolo sul programma. Ma, posto che il chiaro obiettivo di Vendola è riuscire ad andarsene a Roma, cosa farà adesso? Una giunta a 10 magari con altre 'provocazioni' al Pd o si inventerà qualche altro numero di varietà per essere 'costretto' alle dimissioni?”

“Nel frattempo – incalza Fitto - tra assenze riunioni di maggioranza al calor bianco sulle poltrone, settori cruciali della Regione sono privi di governo:  dalla sanità nel caos e con tempi di pagamento ai fornitori tra i più lunghi d'Italia, ai rifiuti che ricominciano a vagare da una provincia all'altra, alle vertenze occupazionali che affliggono migliaia di lavoratori e che nessuno segue. Una situazione gravissima”.

“Per quanto ci riguarda – conclude - metteremo in campo iniziative politiche forti sul territorio per dire basta al non governo e al malgoverno di Vendola e della sinistra. Ma sono certo che sia il momento di aprire una discussione pubblica chiara alla quale auspichiamo che il contributo di chi ha a cuore il futuro della Puglia, penso per esempio parti sociali e organizzazioni di categoria, sarà determinante per uscire da questa situazione inaccettabile nella quale il difficile presente ed il prossimo futuro della Puglia sono 'appesi' alle aspirazioni personali di Vendola”.

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