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Giuramento e fascia tricolore. Il secondo esordio di Cariddi da sindaco

Dopo il risultato elettorale, riparte l'attività del consiglio comunale di Palazzo Melorio: nessun volto nuovo nell'assise, ma spicca l'assenza di Corrado Sammarruco, surrogato da Salzetti. Eletto presidente Fernando Coluccia

OTRANTO – Col giuramento sulla Costituzione e la vestizione della fascia tricolore del sindaco rieletto, Luciano Cariddi, riparte ufficialmente la nuova legislatura cittadina a Palazzo Melorio e riprende l’attività del consiglio comunale. Con qualche assenza e scarne novità. Undici su undici presenti, infatti, sono conferme e “vecchi” volti della precedente consiliatura: nessuno spazio ai nuovi ingressi. Come ampiamente sottolineato in precedenza, dunque, l’esito elettorale ha premiato la logica della continuità.

E sul responso delle urne, si giocano i commenti espressi nei vari interventi, succedutisi nell’assise, spesso impostati su un fair-play istituzionale, che prende atto del risultato e riconosce il merito ai vincitori, al di là delle singole e personali chiavi di lettura dei dati.

Ma c’è un’assenza che ovviamente fa più rumore di altre, quella, cioè, di Corrado Sammarruco, capogruppo uscente di opposizione e candidato sindaco di Alleanza per Otranto, sconfitto alle recenti amministrative: l’avvocato (peraltro salutato ufficialmente dallo stesso Cariddi, assieme all’altra avversaria della competizione, Antonella Buttiglione, quest’ultima presente tra il pubblico), com’è noto, ha lasciato il proprio posto, presentando le proprie dimissioni, all’indomani della debacle elettorale.

In sostituzione subentra Leonardo Salzetti, primo dei non eletti nelle file dell’opposizione e già consigliere uscente di minoranza, che, nel suo intervento di presentazione, pur riconoscendo l’esito delle urne, assicura da parte propria la massima attenzione all’operato dell’amministrazione in carica, chiarendo fin da subito di non avere alcuna intenzione di “fare sconti” alla maggioranza. Usano toni più concilianti, invece, Tommaso De Benedetto e Francesco Bruni, che tributano al sindaco il consenso elettorale ed ammettono la chiarezza del voto, pur annunciando la volontà di collaborare laddove si riterrà di poter trovare punti di convergenza e di opporsi politicamente nelle situazioni in cui le distanze saranno nette.

Anche in questa consiliatura, i gruppi presenti a Palazzo Melorio saranno due: “ViviAmo Otranto”, espressione dei sette rappresentanti della maggioranza a sostegno del sindaco, ed “Alleanza per Otranto”, con i tre esponenti dell’opposizione. Sono stati indicati come rispettivi capigruppo Francesco Vetruccio, già vicesindaco nella scorsa amministrazione, e Tommaso De Benedetto.

Cariddi ha poi presentato al consiglio la proprio squadra di governo a quattro, già nominata e pubblicizzata, introducendo la votazione del presidente dell’assise: la maggioranza ha ritenuto di indicare Fernando ColucciaFernando Coluccia (foto M.B.)-2 come la figura più adatta ad interpretare il ruolo di garanzia e coordinamento dei lavori dell’assemblea. La minoranza, prima della votazione, ha rappresentato le proprie congratulazioni al consigliere, preannunciando, tuttavia, pur con la stima nei confronti di Coluccia, la propria astensione, in quanto la nomina di quest’ultimo sarebbe stata già data per acquisita sui canali di informazione istituzionale.

Coluccia, eletto, dunque, con i soli voti di maggioranza, ha ringraziato i presenti, anche la minoranza, affermando di comprenderne le ragioni ed assicurando, pur nella propria “appartenenza”, l’equilibrio che il compito istituzionale richiederà. Ha, quindi, rivolto un saluto ed un ringraziamento, condivisi dalla minoranza, a Luigi Gualtieri, suo predecessore nel compito ed oggi escluso dal consiglio. Antonio Schito e Tommaso De Benedetto sono stati nominati vicepresidenti del consiglio, mentre Gianfranco Stefàno, Michele Tenore e Francesco Bruni saranno i componenti della commissione elettorale comunale.

Quindi, Cariddi, ha proposto le linee programmatiche che hanno caratterizzato la campagna elettorale e che saranno alla base del percorso amministrativo del prossimo quinquennio. Voto favorevole della maggioranza ed astensione “di fiducia” da parte dell’opposizione.

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