"Global? Meglio glocal". Regione Salento replica a Cgil

"La Cgil è oramai incapace di capire, interpretare, proporre ed ovviamente rappresentare i cittadini". Il Movimento risponde con una lunga nota piena di argomentazioni alla segreteria del sindacato

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LECCE - "Dispiace dover rispondere ad un'organizzazione sindacale che pensavamo potesse affiancare il nostro Movimento nella progettazione di un ente istituzionale Regione Salento capace di rispondere ai bisogni del territorio ed alle esigenze dei cittadini". Così, in esordio, una nota di Umberto Fanuzzi, componente del Cantiere Salento del Movimento che punta a fare delle tre province, Lecce, Brindisi e Taranto, un'unica Regione. Il giorno dopo la lunga disamina della Cgil di Puglia su quali sarebbero i punti a sfavore nella creazione di un nuovo ente istituzionale sganciato da via Capruzzi ("meglio evitarla", avevano scritto dal sindacato), arriva la replica. Altrettanta ricca di spunti.

"La Cgil - dicono dal movimento - dimostra di essere, né più, né meno come la gran parte dei partiti e delle organizzazione sindacali, oramai incapace di capire, interpretare, proporre ed ovviamente rappresentare i cittadini. Entrando nel merito: crediamo sia opportuno evidenziare che proprio nella fase conclusiva del comunicato della Cgil sono da ricercare le motivazioni alla base delle finalità ed obiettivi programmatici che si intendono raggiungere con la Regione Salento, azioni per lo sviluppo, sistemi produttivi a rete, sviluppo industria turistica, eccetera".

"Questi, unitamente al completameno ed integrazione-interdipendenza dell'attuale sistema interprovinciale delle infrastrutture economiche e sociali - prosegue la nota -, costituiscono le direttrici-base dello sviluppo dell'area che la stessa direttamente autodetermina senza, come finora è stato, l'intermediazione di un altro soggetto sovrastrutturato che definisce le sue priorità spesso non coincidenti con le esigenze ed i fabbisogni dell'area. In funzione di queste ultime, immediatamente inventariabili da una struttura organizzativa presente ed attiva sul territorio, nasce una programmazione-pianificazione di progettualità, di azioni, di interventi che da tempestive ed adeguate risposte alle istanze presenti nel territorio".

"Un'altra affermazione contenuta nel documento, riferita all'insufficiente capacità di produrre ricchezza (Pil, reddito individuale), è facilmente contestabile - dicono dal Movimento - perché: il Pil procapite delle singole tre province è posizionato nella esatta media calcolata a livello regionale; il reddito lordo spendibile totale delle tre province è pari al 44 per cento del totale regionale(2008); il valore aggiunto prodotto complessivamente dai tre territori raggiunge il 43 per cento del totale della regione; l'incremento percentuale del valore di detto parametro nel periodo 2001-2008 nelle tre province ha registrato valori da un minimo del 6 per cento a un massimo del 33 per cento, contro il 21 per cento del totale regionale; da ciò discende capacità di creare flussi finanziari che con la Regione Salento ed il federalismo, rimarrebero nel territorio in cui si producono".
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Insomma, argomentazioni per smontare argomentazioni, e se la Cgil fa riferimento anche alla globalizzazione, il Movimento risponde con la "glocalizzaione", che sta ad "indicare che occorre riferirsi alla messa in atto di politiche pubbliche efficaci e coerenti con le esigenze della colletività territoriali in termini di bisogni primari e secondari della popolazione. Infine - conclude il Movimento -, tutti gli esempi fatti circa la presenza di insediamenti produttivi di grandi imprese quasi tutte multinazionali servono, al contrario di quello che vorrebbero significare,ad evidenziare il fatto che essi sono stati decisi a prescindere dalle decisioni che invece dovevano essere assunte dagli attori pubblici e privati ivi operanti".

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