Sostanze tossiche interrate, sindaci e governatore nella discarica di Burgesi

Il presidente della Regione Puglia per un sopralluogo insieme ai sindaci di Ugento, Presicce e Acquarica del Capo. Si valutano soluzioni urgenti per la bonifica: circa 600 i fusti tombati

Emiliano con i primi cittadini interessati.

UGENTO - Insieme ai sindaci di Ugento, Presicce e Acquarica del Capo, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sta svogendo un sopralluogo presso la discarica Burgesi, attualmente in fase di dismissione e affidata alla Monteco. Nell'ambito di una inchiesta coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica, Elsa Valeria Mignone, ed eseguita dai carabinieri del Noe e del Nucleo investigativo di Lecce, si è giunti al ritrovamento di almeno 600 fusti interrati contenenti policlorobifenili, sostanze molto nocive, che sarebbero stati tombati una decina di anni addietro. La presenza degli inquinanti è stata rintracciata nel percolato e non ancora nella falda. Per coordinare gli interventi necessari il governatore pugliese si è recato sul posto.  “I sindaci non sono soli. La Regione è qui e ha fretta di procedere, senza guardare in faccia a nessuno”, queste le parole del governatore durante il sopralluogo nella discarica del ritrovamento. Chiarire fino in fondo la questione delle centinaia di fusti rinvenuti nell’area è la priorità di Michele Emiliano: “È chiaro che l’archiviazione da parte della Procura di Lecce riguarda l’aspetto penale della vicenda e non quello ambientale, relativo alle bonifiche. Gli obblighi eventuali di bonifica sono imprescrittibili, cioè i soggetti che hanno compiuto, tollerato o in qualche modo colpevolmente agevolato l’attività criminosa che si è prescritta, hanno poi l’obbligo di ricercare, e in caso positivo di bonificare, l’area nella loro responsabilità”, ha proseguito. “La Regione – ha continuato il presidente della Regione Puglia – ha un ruolo sussidiario rispetto ai Comuni, però è evidente che data l’entità potenziale del fenomeno, i Comuni non sono in grado di realizzare da soli le operazioni di bonifica. La Regione, pertanto, non vuole giocare a scarica barile e intende prendersi le proprie responsabilità. Siamo qui per concordare con i Comuni - attualmente gli unici titolari delle potestà previste dal Testo unico sull’ambiente - che laddove loro non dispongano di una consistenza finanziaria tale da poter procedere agli esami che sono necessari, possano essere aiutati dall’ente regionale”.

L’intenzione della Regione, stando alle parole di Emiliano, è quella di sentire anche i titolari della discarica, poiché non si tratta di un impianto abusivo, bensì di uno autorizzato. Fare chiarezza sulla presenza di inquinanti nel percolato costituisce per il governatore un’urgenza da un punto di vista “ambientale”, per le successive bonifiche. “L’aspetto giudiziario non ci compete”. Il presidente della Regione Puglia ha rassicurato sui tempi: “Velocissimi”, ha detto. “Seguiamo la situazione epidemiologica di quest’area e non nascondo che quei dati che non trovavano spiegazione potrebbero trovarla dopo eventuali accertamenti. Qui, la gran parte dell’acqua che viene utilizzata è acqua prelevata dai pozzi e laddove vi fosse una situazione critica, noi dobbiamo accertarlo con la velocità della luce”.  Fa leva sulla collaborazione con gli enti comunali, invece, l’assessore all’Ambiente, Domenico Santorsola. Intervenuto sul caso della discarica di Ugento, ha dichiarato:  “Siamo pronti, dal canto nostro, a collaborare con le istituzioni locali per individuare la via più breve e più efficace per mettere in sicurezza l’area e tutelare la salute dei cittadini. Nei prossimi giorni – dichiara Santorsola - raccoglieremo l’invito rivoltoci dai sindaci e convocheremo un primo incontro per fare il punto della situazione”. Ha inoltre aggiunto: “E’ importante parallelamente avviare il processo, previsto dalla legge, di accertamento delle responsabilità del soggetto inquinatore perché il concetto ‘chi inquina paga’ non rimanga solo sulla carta e non si verifichi, ancora una volta, la socializzazione del danno ambientale attraverso l’uso di fondi pubblici per le bonifiche senza rivalsa sui responsabili”.

Prima ancora del termine del sopralluogo, sulla vicenda si sono espressi il deputato dei Cor, Rocco Palese e il consigliere regionale del Pd, Sergio Blasi. Per il primo ha rivolto una interrogazione urgente al governo nella quale chiede all'esecutivo di adempiere "subito a quanto chiesto anche dalla Procura di Lecce, finanziando nell'immediato un piano di bonifica del territorio di Ugento, Presicce, Acquarica, nel cui sottosuolo sono stati smaltiti abusivamente per anni rifiuti industriali altamente tossici e forse anche cancerogeni. Poi si penserà a capire chi è responsabile e, casomai, lo Stato si farà risarcire.  Ma, nell'immediato, il ministero dell'Ambiente e tutto il governo, agiscano in emergenza con una ordinanza che programmi e finanzi la bonifica urgente. Ne va della vita e della salute dei cittadini del basso Salento che, peraltro, negli ultimi anni si sono ammalati più di altri pugliesi di neoplasie e patologie tiroidee, forse proprio a causa della presenza di policlorobifenili sotto i propri piedi". Il secondo, a proposito dell'urgenza della bonifica sottolinea come "le procedure in vigore per individuare il soggetto che dovrà farsene carico rischiano di far slittare di anni lavori che, invece, andrebbero cominciati domattina. Io penso che senza indugio la Regione e il Comune dovrebbero stanziare i fondi necessari, per poi chiedere alle aziende private un risarcimento danni congruo. Questo per mettere al sicuro la salute dei cittadini, che è il nostro primo obiettivo".

Ma Blasi si rivolge anche all'azienda cui è stata affidata la fase di dismissione della discarica: "Monteco che è attualmente impegnata in campagne pubblicitarie che mostrano il suo lato ambientalista, che va nelle scuole a mostrare ai bambini i vantaggi di un corretto smaltimento, e che all’epoca dell’interramento dei fusti di Pcb era il soggetto gestore della discarica di Ugento, potrebbe impegnarsi in una unica campagna di marketing in grado di cancellare questa macchia che pesa, al di là della prescrizione, sulla sua immagine: collaborare da subito attivamente con le istituzioni per bonificare il sito di Ugento". “Compiacimento” è la parola espressa per l’intervento immediato del presidente della Regione, Emiliano, da parte dei consiglieri regionali salentini dei Conservatori e Riformisti: il vicepresidente della Commissione sanità, Luigi Manca e il presidente della Settima commissione Erio Congedo. “Conveniamo con Emiliano che non bisogna creare allarmismi, né dar vita a caccia alle streghe che in questo momento potrebbero solo rallentare quell’opera di bonifica indispensabile. Si faccia, perciò, chiarezza, ma nel contempo si dia vita a tutte le azioni utili per mettere in sicurezza il sito. Prima fra tutte l’indagine epidemiologica indispensabile per capire la natura del possibile inquinamento della zona e della falda.  Il presidente con la stessa celerità con la quale si è venuto nel Salento istituisca il tavolo tecnico e avvii tutte le procedure di competenza regionale. I sindaci dei Comuni interessati, in modo particolare Ugento e Acquarica del Capo, non vanno lasciati soli a difendere l’ambiente e la salute dei propri cittadini. Come abbiamo sostenuto in più di un’occasione il Salento è fra le zone pugliesi dove la percentuali di ammalati di tumore supera quella delle altre località. E’ probabile che una delle cause sia proprio l’inquinamento della falda acquifera di questo come di possibili altri siti, per questo è necessario bonificare al più presto la discarica e analizzare le acque dei pozzi limitrofi che servono a irrigare le campagne, in modo da correre subito ai ripari".

Non usa mezzi termini anche Cristian Casili, consigliere del Movimento 5 Stelle: "Chi inquina, paga". Ma ha poi aggiunto: “Ma se i gestori tergiversano e i comuni non hanno fondi la Regione deve intervenire immediatamente nelle bonifiche. Bisogna accelerare le procedure, il tempo stringe, troppi anni sono passati senza interventi. Questa terra presenta dati allarmanti sull’incremento di neoplasie, soprattutto riguardo i tumori alla vescica e al polmone, organi che più di altri sono indicatori della salubrità ambientale. Un incremento superiore a quello presente in città industrializzate. Per questo è fondamentale intervenire immediatamente sulla discarica di Burgesi, allo stesso tempo però è necessario avviare una ricognizione definitiva su tutti i siti inquinanti del Salento. Urge un monitoraggio certo e rapido su quelle che sono le emergenze ambientali del territorio, con conseguenti bonifiche che non possono più aspettare tempi lunghi. Oltre a Burgesi tante sono le realtà che meritano attenzione. Penso ad esempio ai rifiuti tossici tombati nel Capo di Leuca o alla discarica di Castellino a Nardò, dove sono stati rinvenuti arsenico e pericolosi metalli pesanti nel sottosuolo. Valutiamo anche la possibilità di potenziare, tramite la destinazione di fondi importanti, il ruolo e le attività dell’Arpa, affinché si avviino dei monitoraggi non solo sulla falda ma anche sul suolo. Quest’ultimo, come ha ricordato l’oncologo Seravezza, è la vera memoria storica dell’inquinamento dei terreni”. 

Sul sopralluogo effettuato in giornata dal governatore interviene anche Paolo Pagliaro, di Forza Italia. “Mi viene da ridere, in modo amaro, quando sento che qualcuno negli ultimi giorni del 2016 si è accorto del problema dei rifiuti interrati abusivamente nel nostro Salento e richiede una bonifica urgente per il bene dei cittadini. Da tantissimi anni lo denunciamo, lo gridiamo -continua- l’abbiamo fatto in tutti i modi. A noi salentini non basta solo la bonifica ma vogliamo cacciare via a calci, dalla nostra terra, i colpevoli. Vogliamo che il Salento diventi regione per salvaguardare ciò che è nostro senza aspettare chi dovrebbe controllare e decidere da lontano, troppo lontano. Questa -conclude- è la madre di tutte le battaglie e combatteremo fino a quando non vinceremo. Giù le mani dal Salento”.

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