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Politica

Legge sulla gestione pubblica del servizio idrico: scontro frontale alla vigilia del voto

Mobilitazione di Pd e M5S dopo la decisione del governo di impugnare il provvedimento votato a marzo dal Consiglio regionale pugliese, anche con alcuni voti del Centrodestra. Nel 2011 il tema fu oggetto di un referendum

LECCE – L’impugnazione da parte del governo della legge pugliese sulla gestione pubblica del servizio idrico ha scatenato una contrapposizione tra centro e periferia che l’imminenza del voto (per le elezioni europee e amministrative) sta rendendo particolarmente vivace e spigoloso.

Va ricordato che il testo è stato approvato a marzo dal Consiglio regionale, con il voto favorevole anche di una parte del Centrodestra. La questione è, peraltro, di rilevanza nazionale: nel referendum del giugno del 2011 erano state abrogate, a larga maggioranza, le norme che consentivano ai privati di ottenere l’affidamento di servizi pubblici locali di rilevanza economica.

Fitto: “Non siamo contrari alla gestione pubblica”

Fitto ha motivato la decisione adottata dal Consiglio dei ministri come una sorta di atto dovuto, dal momento che la Regione avrebbe seguito un percorso sbagliato e contrario al riparto delle competenze che assegnano allo Stato la potestà di intervento in materia di concorrenza e ambiente. Il ministro ha fatto riferimento anche alle osservazioni dell’Autorità garante del mercato e della concorrenza secondo la quale nella legge pugliese ci potrebbero essere profili di incostituzionalità.

“Tutto ciò – aveva scritto il ministro in una nota - dimostra che l’attuale governo non è affatto contrario alla gestione pubblica delle reti idriche, anzi sfido chiunque a individuare qualche indizio che porti a ritenere il contrario, ma è evidente che la regolazione della materia e le modalità di affidamento del Sistema idrico integrato – anche in Puglia come nel resto d’Italia – debbano avvenire nel pieno rispetto della disciplina europea e nazionale, normative alle quali devono sottostare anche le leggi regionali”.

Stefanazzi: “Problema psicologico con la Puglia”

Per Pd e M5S, invece, quella del governo è stata una forzatura. Nel sit-in che si è tenuto in mattinata nei pressi della prefettura, con due parlamentari, assessori e consiglieri regionali, decine di amministratori locali e alcuni militanti, il deputato del Pd Claudio Stefanazzi ha dichiarato: “La Regione aveva avuto delle interlocuzioni con il dipartimento Affari regionali del ministero con le quali erano state superate tutte le altre censure di legittimità, ma il ministro Fitto ha voluto impugnare la legge con il presupposto, evidentemente, che la gestione dell’acqua debba andare a gara e che un privato debba impossessarsi dell’acquedotto dei pugliesi e ciò nonostante i sindaci, pochi giorni prima, all’unanimità avessero deliberato il via libera al percorso che la Regione aveva definito. È un atteggiamento incomprensibile, mi assumo la responsabilità di quello che dico: Fitto evidentemente ha un problema psicologico con la Puglia”.

L’Abbate, M5S: “Governo non ascolta sindaci e cittadini”

Al presidio era presente una nutrita delegazione pentastellata: ne facevano parte, tra gli altri, la candidata al Parlamento Europeo, Maria Anna Labarile, il consigliere regionale Cristian Casili e Patty L’Abbate, deputata del Movimento 5 Stelle: “Parlo come vice presidente della Commissione Ambiente – ha detto -: l’Aqp è una struttura che funziona. È assurdo che questo governo abbia deciso di non ascoltare i cittadini e nemmeno i sindaci per andare su un’altra strada rispetto alla gestione pubblica. Allora mi chiedo: Aqp è appetibile all’estero? Un privato può essere anche una multinazionale che può agire sui livelli occupazionali e tariffari e non è detto che abbia le stesse competenze di chi sa come gestire Aqp. Avrei voluto vedere anche altri colleghi parlamentari pugliesi, qui non ci sono colori politici ma le esigenze dei cittadini. Evitiamo di fare un danno ulteriore alla Puglia come già è successo con l’Ilva di Taranto”.

Guarda il video del presidio

Congedo, FdI: “Protesta artificiosa”

Dalle sponde del Centrodestra arriva la replica di Saverio Congedo, di Fratelli d'italia e capogruppo in Commissione Finanze: “Quella dell'acqua pubblica in Puglia è una vicenda squisitamente politica e artificiosamente costruita per attaccare il governo e il ministro Fitto. Lo dimostra il fatto che a Roma nella sede regionale lì dove si doveva discutere nel merito della legge sulla gestione delle reti idriche, impugnata dal governo, né il presidente Emiliano né l’assessore Piemontese si sono presentati, mentre l’avvocatura regionale ha invitato i componenti della Commissione a trovare un accordo con il governo nazionale per evitare lo scontro istituzionale. Invito i parlamentari pugliesi dell’opposizione a coordinarsi nell’azione politica con i colleghi regionali del Centrosinistra e li esorto a un maggior rispetto di organismi quali l’Autorità Garante del Mercato e della Concorrenza che hanno bocciato la legge regionale perché in contrasto con la normativa nazionale ed europea. I parlamentari sono tenuti, anche in campagna elettorale, a chiedere prima di tutto il rispetto delle leggi oppure a tacere”.

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