Governo contro la legge che impone la destinazione agricola per 7 anni

Il provvedimento, voluto per scoraggiare la speculazione, vale per i terreni interessati dall'abbattimento o dallo spostamento degli ulivi

LECCE – Il Consiglio dei Ministri ha deciso di rivolgersi alla Corte Costituzionale per la valutazione di eventuali profili di incostituzionalità della legge regionale pugliese dell’aprile scorso, che modifica quella precedente del 2014 “Misura di tutela delle aree colpite da xylella fastidiosa”.

Si tratta del provvedimento, fortemente voluto dal consigliere regionale del Pd, Sergio Blasi, con il quale è stato imposto il mantenimento per sette anni della tipizzazione urbanistica prevista e l’impossibilità di rilasciare permessi a costruire incompatibili con la destinazione agricola dei terreni interessati dalle misure di contenimento contro il batterio, quale abbattimento e lo spostamento degli ulivi.

Sin dalla sua formulazione battezzato come l’emendamento contro la speculazione edilizia, il testo regionale finirà ora sul banco dei giudici costituzionali perchè, secondo il ministro degli Affari Regionali, Enrico Costa, viola l'articolo 117 (con riferimento alla materia "produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia") e il principio di uguaglianza sancito nell'articolo 3, oltre a ledere le previsioni costituzionali sulla proproetà privata e la libera iniziativa in campo economico e i principi comunitari in materia di libertà di circolazione e di stabilmento. 

Ad essere sorpreso dell'iniziativa del governo è per primo il proponente della legge, per il quale si tratterebbe quasi di un equivoco: “E’ sbagliata la premessa da cui parte l’impugnativa - ha replicato Sergio Blasi -: la legge in questione non impone alcun vincolo, ma tende a tutelare e a preservare l’uso agricolo e la destinazione rurale di terreni interessati dalla presenza del Codiro. Qualora vi dovessero essere svolte attività di eradicazione, abbattimento e spostamento degli ulivi, la legge interviene - anche in virtù del principio di precauzione a fondamento di tutti gli statuti europei - per evitare attività speculative sui terreni stessi. Sono sicuro che il governo regionale e i suoi uffici sapranno opporre le giuste osservazioni ai rilievi mossi”.

Di diverso parere il collega di partito, Ernesto Abaterusso, che invece ha contrastato il provvedimento: “L’avevo detto sin dall’inizio che questa legge era sbagliata. E lo era non solo per una questione di merito ma anche di metodo. Di merito perché l’ho sempre ritenuta ingiusta, pericolosa e dannosa. Ingiusta in quanto lede alcuni e favorisce altri. Pericolosa perché crea un precedente e dannosa perché tanti olivicoltori colpiti da Xylella subiranno oltre al danno anche la beffa del deprezzamento dei loro terreni a tutto vantaggio di altri che non hanno avuto la loro stessa sfortuna. Una legge grazie alla quale la speculazione e il rischio di cementificazione sono sempre dietro l’angolo, quasi legittimati.

“Di metodo – prosegue l’ex deputato - perché non ho mai condiviso la scelta di far ripresentare in consiglio una legge già bocciata dalla commissione e dall’aula. Una legge sottoposta ad approvazione senza alcuna audizione dei Sindaci, delle categorie produttive, dei rappresentati di categoria. Niente di tutto ciò. Qualcuno ha pensato invece di andare avanti per la sua strada impattando però questa volta in un’impugnativa facendo fare alla Regione Puglia una bruttissima figura. Si poteva evitare”.

Soddisfatto della decisione del governo nazionale è Andrea Caroppo, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale: “Lo avevamo detto e l’impugnativa della norma innanzi alla Corte Costituzionale da parte del Governo lo conferma: quello varato dalla sinistra regionale è un provvedimento incostituzionale, una compressione senza precedenti della proprietà privata e della libertà di iniziativa economica dei pugliesi”. Lo dichiara il presidente del Gruppo regionale di Forza Italia, Andrea Caroppo.

“Quella legge - spiega l'esponente del centrodestra - impedisce alle vittime della colpevole inerzia della sinistra e della sua mancata lotta alla Xylella, ovvero ai pugliesi che hanno subito l’infezione e l’eradicazione dei propri arbusti, di ottenere per anni alcuna modifica della destinazione d’uso dei loro terreni. Una roba non solo dal retrogusto, ma dal sapore pienamente comunista ovvero liberticida".

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Dal gruppo dei Conservatori e Riformisti, del quale fanno parte anche i salentini Erio Congedo e Luigi Manca, parte un attacco diretto al governatore della Puglia: “Lo stesso Emiliano sapeva benissimo che la cosiddetta "Legge Blasi" era in odore di incostituzionalità tant'è che lui stesso in precedenza l'aveva bocciata, poi i malumori di qualche esponente del centrosinistra lo avevano convinto che era meglio approvarla e farla dichiarare incostituzionale che far saltare la sua maggioranza. Ricordiamo che il proponente, il collega Blasi, minacciò di lasciare il Pd e la maggioranza se non fosse stata approvata. Era chiaro che una norma che imponeva un vincolo urbanistico specifico su determinate zone a svantaggio di altre è fondamentalmente iniqua, tant'è che la stessa assessore all'Urbanisticaa, Curcuruto, fece questa osservazione, inascoltata. Ma non è la prima volta che le accade con Emiliano preso in materia urbanistica più a tutelare l'immagine di ambientalista del piffero che di colui che rispetta la legge. Oggi speriamo abbia imparato la lezione".

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