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Gradimento sindaci e governatori: penultimo posto per Salvemini ed Emiliano

Il primo cittadino leccese perde un punto e mezzo rispetto al 2022 con un dato vicino al precedente ma che preoccupa in vista delle amministrative. Il presidente scivola indietro di sei posizioni

LECCE – Uniti sotto lo stesso destino: Carlo Salvemini e Michele Emiliano, rispettivamente sindaco di Lecce e presidente della Regione Puglia, condividono la penultima posizione nella graduatoria di gradimento dell’edizione 2023 del “Governance Poll”, l’indagine annuale, condotta da Noto Sondaggi per il quotidiano economico-finanziario “Il Sole 24 Ore”.

Si tratta di una rilevazione (come ne esistono altre che magari evidenziano risultati di altro segno), che si basa sugli ultimi dodici mesi con un campione statisticamente significativo (600 residenti per i comuni e 1000 per le regioni, suddivisi per età, sesso e area di residenza), e che intende fotografare lo stato di salute delle amministrazioni delle principali realtà territoriali, a partire dai capoluoghi di provincia, passando appunto per le Regioni.

Per quanto riguarda la città di Lecce, Salvemini, secondo la specifica indagine, già l’anno scorso aveva subito un’importante flessione dei consensi, perdendo circa dieci punti percentuali dall’anno prima e sette dal dato con cui era stato eletto, e si era attestato all’ultimo posto in coabitazione con i colleghi di Siena ed Avellino con il 44%: il dato odierno, (42,5%), a ben vedere, pur confermando la tendenza e il calo del primo cittadino, è molto simile a quello dello scorso anno, con un solo punto e mezzo percentuale in meno rispetto alla precedente rilevazione e più di otto se paragonato alla data della propria elezione.

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A leggere in maniera “positiva” il risultato, c’è da dire che se l’anno scorso Salvemini chiudeva la classifica in coabitazione, ora è penultimo: tecnicamente una leggera “risalita” ma che ha il sapore di una magra consolazione, se vista nella prospettiva delle elezioni comunali che si terranno nella prossima primavera proprio nel capoluogo salentino. Quanto meno i numeri freddi, che non dicono tutto e ovviamente non comportano letture ed equazioni semplicistiche, possono rappresentare un campanello d'allarme su cui riflettere. Cosa vuol dire in soldoni? Che il calo di consensi del sindaco, in parte fisiologico per chi amministra, non sia necessariamente il segnale che le opposizioni abbiano la strada spianata al successo elettorale futuro, dove tutto va ancora discusso e costruito. 

Per quel che riguarda la classifica due sindaci di centrosinistra e uno di centrodestra svettanoo sul podio: la graduatoria di gradimento è guidata, infatti, da Giuseppe Sala (Milano), seguito da Marco Fioravanti (Ascoli Piceno) e da Antonio Decaro (Bari). Scende dal primo al quarto posto Luigi Brugnaro (Venezia) che condivide la posizione con Michele Guerra (Parma).

Per quanto riguarda le Regioni, sono tempi difficili anche per Emiliano, stando sempre a questa specifica rilevazione: l’anno scorso il governatore pugliese era decimo con un indice di gradimento del 46%, oggi è 16esimo, ovvero penultimo. Per il presidente pugliese tre punti percentuali in meno nel giro di dodici messi, passando al 43%.

In testa alla graduatoria Stefano Bonaccini (Emilia Romagna) scalza Luca Zaia (Veneto) dalla prima posizione. Terzo Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia.

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