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Grande Lecce vota contro Direzione Italia. Finamore: "Studiamo emendamenti al bilancio"

Il gruppo in disaccordo con la proposta di Angelo Tondo di rinviare la discussione di quasi tutti i punti all'ordine del giorno del consiglio comunale

Il capogruppo Antonio Finamore.

LECCE - Il consiglio comunale odierno, oltre alla buona notizia dell'approvazione della delibera per la realizzazione di una rotatoria sulla strada provinciale per Frigole, all'altezza di via Roggerone, ha offerto anche alcuni spunti di riflessione sulle dinamiche interne al centrodestra, trovatosi maggioranza in virtù della sentenza del Consiglio di Stato eppure diviso sulla linea da tenere nei confronti dell'amministrazione comunale, a partire dal bilancio di previsione, oramai alle porte.

Con diverse sfumature si va dalla volontà di far cadere la giunta - da parte del gruppo di Perrone, Monosi, Tondo, Guido - a quella di discutere sul merito dei provvedimenti, a partire proprio dal documento di programmazione economica e finanziaria, come ha annunciato di fare Grande Lecce, passando per posizioni intermedie di chi ritiene che il commissariamento della città, fatto automatico in caso di scioglimento del consiglio, non sia una soluzione da perseguire a cuor leggero.

Un segnale della distanza che esiste in questa fase lo si è avuto nel momento in cui Angelo Tondo, di Direzione Italia, ha chiesto il rinvio della discussione di tutte le delibere all'ordine del giorno, fatta eccezione per quella sulla rotatoria. I consiglieri ammessi in aula dopo la sentenza, ha spiegato, non hanno partecipato ai lavori delle commissioni e dunque non hanno elementi sufficienti per pronunciarsi. Il collega Monosi ha aggiunto che una delibera approvata non all'unanimità potrebbe essere passibile di impugnazione proprio perché del suo iter sono stati partecipi consiglieri proclamati illegittimamente. 

Il sindaco, Carlo Salvemini, ha risposto che non esiste il principio di retroattività, che tutti gli atti approvati finora sono inattaccabili e ha comunque chiesto di seguire l'agenda stabilita per i lavori. La replica di Tondo lo ha poi convinto a desistere e si è passati alla votazione della proposta del consigliere: si sono astenuti il sindaco e i 13 presenti che sostengono la giunta; si sono opposti Finamore, Calò e Gigante di Grande Lecce (il quarto, Russi, era assente così come Patti, Mazzotta e Giliberti) più la presidente dell'assise, Paola Povero. La discussione della determinazione del canone Irpef 2018, sul registro delle disposizione testamentali e le modifiche al regolamento della Ztl, insieme ad altre questioni, sono state dunque posticipate con un voto di minoranza, grazie all'astensione del centrosinistra.

Il comportamento di Grande Lecce non è passato certo inosservato e a margine del consiglio il capogruppo Finamore ha spiegato che l'intenzione è quella di valutare i provvedimenti nel merito, a partire: "Noi siamo stati eletti per fare l'interesse della città, se qualcuno vuole andare a casa faccia pure: ho sentito parlare di inciuci, ma noi non chiediamo poltrone o vantaggi di alcun tipo. Attendiamo di leggere il bilancio e siamo pronti a presentare emendamenti migliorativi".

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