Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

"Gravissime criticità nell'ospedale di Casarano": la denuncia del sindaco Stefano

Il primo cittadino si riallaccia al resoconto della Cisl sulle mancanze di personale in quasi tutti i reparti e lancia un appello contro il declassamento

CASARANO – Sciame polemico intorno alla proposta di organizzazione dipartimentale lanciata dalla Asl di Lecce e recapitata all’indirizzo delle organizzazioni sindacali. Diverse criticità sono state riscontrate ancora una volta dai sindacalisti di Cisl Sanità e riguardano, in particolare, il presidio ospedaliero di Casano.

Particolarmente drastico, poi, è il commento del sindaco, fresco del secondo mandato, Gianni Stefano: “Il quadro che ne viene fuori conferma quanto da me denunciato negli ultimi giorni della campagna elettorale, quando invece le note e le esternazioni di Ruscitti e della Melli si rincorrevano nel tentativo di far credere che il Francesco Ferrari fosse ormai salvo, e che non c'era più motivo di preoccupazione”.

“Le valutazioni della Cisl – aggiunge Stefano - fanno emergere una situazione gravissima, più volte segnalata, alla quale l'organizzazione sindacale conclude sarà costretta ad adire a tutte le possibili vie al fine di dare sostanziale e dovuto riscontro alle problematiche esposte". Le criticità riscontrate dall’organizzazione sindacale riguarderebbero “carenze di personale, diffuse in quasi tutti i reparti, e a tutti i livelli, dai primari al personale medico, al personale sanitario e amministrativo”.

Entrando nel dettaglio: “Nel reparto di Rianimazione 12 infermieri devono assistere 5 o 6 pazienti critici, con tutto il carico di lavoro dovuto a urgenze intraospedaliere, Pronto soccorso e ambulatorio. Nella Chirurgia generale sono presenti 7 medici, compreso il primario, di cui 4 esentati dallo svolgere attività di sala operatoria, la reperibilità viene assicurata da cinque dirigenti medici compreso il direttore. Una grave e inaudita condizione di disagio si è venuta a creare il 1° luglio durante il turno in pronta disponibilità notturna”.

E ancora: “In Ortopedia il personale medico è ridotto a 4 unità dopo il trasferimento di un dirigente medico presso l’Ortopedia di Gallipoli. Nel laboratorio di analisi da alcuni mesi non c’è più la guardia attiva per mancanza di biologi e medici. Nel Pronto soccorso mancano 3 medici; all’interno della sala operatoria manca il personale medico anestesista, previsto l’invio di una unità a metà ottobre; il personale infermieristico è spesso costretto, dato l'esiguo numero, a garantire interventi in urgenza o in elezione in situazione di non sicurezza, non potendo garantire l'equipe completa”.

Stando al resoconto della Cis, non è migliore la situazione della Pediatria (“non vengono sostituite le infermiere pediatriche in malattia e gli Oss, trasferiti presso altre unità operative”) ed in Neurologia dove “mancano infermieri e Oss e le reperibilità sono al di sopra di quelle contrattualmente previste”.

“Gli autisti dell’ambulanza non riescono ad effettuare i riposi previsti – continua la Cisl -; in Medicina e Chirurgia generale c’è un solo infermiere per turno e la Cardiologia rimane spesso con un solo infermiere.  Nel Sit è presente solo un medico per le urgenze, tanto è vero che in questi giorni è stata prevista l’attivazione solo del turno h6. Il centralino telefonico poi è al collasso: da circa due anni gli operatori non si possono permettere nemmeno un giorno di assenza”.

Il sindaco Stefano ha quindi rivolto un appello ai rappresentanti della minoranza in Comune ed ai vertici della Regione Puglia, invitandoli al dialogo ed alla ricerca di soluzioni condivise, onde evitare il definitivo declassamento dell’ospedale. “Non lo facciamo per spirito di campanile – ha precisato lui - ma per valutazioni di merito tecnico-scientifiche in virtù di un bene più grande qual è il diritto alla salute dei cittadini”.

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