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Guerra dei decibel, Venneri "richiama" la Prefettura

L'ex primo cittadino spiega le ragioni della modifica dell'ordinanza ora bocciata dal Tar. E invita il commissario a porre i nuovi "paletti" De Marini replica al Pd: "La loro politica è senza logica"

L'ingresso di uno stabilimento del litorale gallipolino

GALLIPOLI - Dalla guerra dei decibel ai fuochi incrociati di campagna pre-elettorale. Che in questo periodo sembrano spostarsi proprio sulla spiaggia. Fa ancora discutere la recente sospensiva del Tar di Lecce sull'ordinanza comunale del 21 giugno per la limitazione della musica in spiaggia all'1.30 di notte che ora non ha più valore dopo l'accoglimento dei relativo ricorso promosso da Assobalneari Salento. E mentre i gestori di lidi e dei locali hanno già chiesto un incontro in Comune per pianificare le problematiche inerenti proprio il traffico caos sulla litoranea e la questione calda della musica nelle ore notturne, continua ad imperversare la polemica politica in riva al mare. Con l'ex capogruppo della Puglia Prima di Tutto, Giovanni De Marini che rintuzza il coordinatore cittadino del Pd, Luigi Natali. Ma anche con l'intervento diretto dell'ex primo cittadino, Giuseppe Venneri, che ha inteso puntualizzare alcuni aspetti della vicenda dopo le accuse rivolte nei suoi confronti e i trionfalismi del post-sentenza del giudice amministrativo.

Mentre De Marini rammenta "che in quella seduta di Consiglio, in cui si deliberò un orario di chiusura tout court per gli stabilimenti balneari all'1,30, la maggioranza, costituita da venneriani e Pd fu ampiamente consigliata sull'argomento dall'opposizione circa la illogicità della proposta. Si presentarono emendamenti, si usarono argomentazioni pressanti, inviti a ragionare, tutti caduti nel vuoto, con la consigliera Greco che intimava, con platealità, al sindaco di non cedere e di far valere la forza dei numeri", l'ex sindaco chiarisce la matrice di quella decisione legata al contemperamento di due interessi, quello all'impresa degli stabilimenti balneari e quello al riposo e in qualche caso anche alla salute di residenti e villeggianti. Due diritti legittimi che, tuttavia, devono avere pari dignità e quando la convivenza non è possibile, la stessa Costituzione fa propendere l'ago della bilancia verso la tutela della salute dei cittadini. E ribadendo, come premessa, il rispetto assoluto per i pronunciamenti degli organi giudiziari, lo stesso Venneri puntualizza:

"L'orario riferito all'1.30 non è stato un capriccio mio personale" chiarisce l'ex sindaco, "né tanto meno un numero estratto a sorte. Più semplicemente è stato il riferimento temporale che è stato il risultato di precise indicazioni maturate a seguito di diversi incontri tenuti in Prefettura, alla presenza dei vertici territoriali delle Forze dell'Ordine e dello stesso Prefetto. L'ordinanza, pertanto, si inseriva in un solco in cui i paletti erano rappresentati dalla fissazione di regole e criteri certi per tutti. Oggi quei paletti sono stati buttati a terra ma sono certo" conclude l'ex sindaco, "che il commissario prefettizio, De Girolamo, vorrà ripristinarli laddove erano stati posizionati, seguendo la direttrice voluta dalla stessa Prefettura. Infine una considerazione, rivolta a chi ha festeggiato l'ordinanza, come suo costume, strumentalizzandola per bassi fini di bottega. Il far west, da che mondo è mondo, è quello in cui regnano l'anarchia e l'assenza di regole, non viceversa. Quindi chi ci ha accusato di aver creato un far west evidentemente o non ha le idee chiare o non sa di che cosa sta parlando".


Anche De Marini rivolgendosi al reggente di Palazzo Balsamo, afferma: "Non ho dubbi circa la sua saggezza, quindi penso che eviterà un inutile ricorso come Le viene suggerito. Sono sicuro, invece, che Lei si adopererà per avviare una contrattazione con la categoria interessata allo scopo di avviare a soluzione le problematiche connesse, con rigore si, ma nell'interesse di tutti e con realismo". E poi punta l'indice sempre sulle valutazioni del Pd cittadino: "Imporre un limite di orario, tra l'altro ridicolo, significava non vivere sulla terra, così come oggi si presenta nel periodo estivo in una città turistica, non capire le esigenze della movida dei nostri giovani. L'argomento che si portava dall'opposizione era che non poteva essere l'imposizione di un orario specifico per le emissioni sonore, ma la loro regolazione in termini di decibel a risolvere il problema: esattamente ciò che ha osservato il Tar. Non solo il Pd dimostra di essere il partito dei trogloditi" conclude De Marini, "ma proprio loro, sono il partito del disordine. Il disordine si affronta disciplinandolo, controllandolo, ma evidentemente la allora maggioranza, non sapendo fare questo, ha scelto la scorciatoia della rimozione del problema".

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