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Guerra della sabbia: "Basta con i rinvii della Regione"

Adriana Poli Bortone, vice sindaco di Lecce con delega alle Marine, scuote il Palazzo di via Capruzzi: "Inaccettabile il ritardo sul Piano regionale delle coste. Ora saremo noi a raccogliere le firme"

La "guerra" della sabbia tra Lecce e Brindisi non si ferma. Anche d'inverno. Anzi, potrebbe inasprirsi soprattutto in questo periodo, se Regione Puglia e Comune di Brindisi continuassero a fare orecchie da mercante sul pressing da parte di Palazzo Carafa che vuole conoscere invece, senza altri rinvii, su quali fondali pugliesi andare a recuperare sabbia da trasportare nei litorali ormai striminziti delle marine leccesi.

E Adriana Poli Bortone, vice sindaco di Lecce con delega, anche, alle Marine, oggi tuona e in un incontro con la stampa fa sapere che "se si tratta di raccogliere firme, i salentini veraci non si tireranno certo indietro. Anche perché - aggiunge - la maggior parte di firme raccolte a Brindisi contro il ripascimento della sabbia per i lidi leccesi, erano sottoscrizioni lasciate da turisti che delle reali problematiche della costa conoscono ben poco".

"Ma la questione vera è un'altra - spiega il vice sindaco - ed tutta nelle disattese della Regione Puglia: lo scorso 30 ottobre l'università di Bari avrebbe dovuto consegnare all'assessore regionale Minervini il Piano regionale delle coste, la mappa dei giacimenti di sabbia che indica dove andare a recuperarla. E tutto questo nel rispetto della decisione assunta dal Tar. E poi c'è di mezzo un'altra assurdità - continua - un impedimento strutturale che impedisce di fatto alle ditte preposte al ripascimento di raccogliere sabbia dai fondali: sempre secondo la Regione, le draghe non potrebbero pescare sabbia oltre i 20 centimetri di profondità e al momento non c'è nessuna ditta disposta ad effettuare simili lavori".

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