Habitat protetto nel mare di San Foca: la Regione rassicura il sindaco

Incontro a Bari tra Emiliano e i primi cittadini di Melendugno e Martano. Non si è parlato del gasdotto Tap, ma è chiaro che le questioni si intrecciano

Una foto dell'incontro a Bari.

BARI – La Regione Puglia ha confermato la sua volontà di procedere con serietà nell’iter per la costituzione di un Sito di Interesse Comunitario (Sic) a San Foca. Lo ha detto il presidente, Michele Emiliano, nel corso di un confronto che si è tenuto a Bari con il sindaco di Melendugno, Marco Potì, quello di Martano, Fabio Tarantino, esponenti della rete associativa e dirigenti degli uffici regionali.

L’istituzione dell’area protetta è il nuovo fronte di battaglie contro il gasdotto Tap: non che non se sia parlato anche negli anni scorsi, ma la questione è tornata d’attualità solo di recente, quando lo stesso consorzio ha presentato una richiesta di esclusione dalla valutazione di impatto ambientale per alcune modifiche al progetto del tunnel dovute all’interferenza del tracciato con insediamenti di coralligeni. Su questo versante c'è da prendere atto della nomina, sempre da parte della Regione, di un proprio commissario che andrà a integrare la commissione tecnica di verifica presso il ministero dell'Ambiente. La certezza delle presenza di un esponente pugliese si è avuta con la risposta scritta a una interrogazione del consigliere regionale del Pd, Sergio Blasi..

Nell’incontro odierno non si è fatto riferimento diretto al gasdotto, ma si è discusso di tutela degli habitat marini. In questo senso si è deciso di sottoscrivere una convenzione – che interessa le università di Lecce e Bari, i comuni di Melendugno e Martano e Arpa Puglia – per incentivare i monitoraggi sul fondale del mare di San Foca. L’obiettivo è quello di creare una continuità di zone protette, considerando la presenza a nord del Sic delle Cesine e a Sud di quello dei Laghi Alimini. In questo senso depongono tutte le evidenze scientifiche emerse nel corso degli ultimi anni.

Sarcastica la reazione del consigliere regionale del M5S, Antonio Trevisi: “Finalmente Emiliano s’è svegliato – ha scritto in una nota l’esponente pentastellato -. Se ci avesse ascoltato ora avrebbe tutti gli elementi per fermare Tap. Sono anni che ci muoviamo in questa direzione con moltissime azioni totalmente ignorate dalla Giunta. Purtroppo siamo abituati alle tante promesse di Emiliano, che non si trasformano mai in atti concreti. Il cambio di direzione di Emiliano arriva con anni di ritardo e potrebbe non porre rimedio a tutte le anomalie della procedura che da tempo avevamo segnalato. Vigileremo perché questa volta sia diverso. Il tempo delle parole è finito”.

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