Mano nella mano per fermare il gasdotto: in centinaia sul lungomare di San Foca

Una catena umana, promossa da un gruppo di giovani di Melendugno, ha chiamato a raccolta cittadini e villeggianti contro il progetto di Tap che ha ricevuto il via libera del governo e del ministero dell'Ambiente, sebbene con prescrizioni

La catena formata sul lungomare di San Foca.

SAN FOCA (Melendugno) – Una catena umana per dire no al gasdotto di Tap. Centinaia di persone, questa mattina, si sono prese mano nella mano nella marina di San Foca, prescelta per l’approdo dell’opera che ha avuto il via libera dal governo, per manifestare il proprio dissenso. Il serpentone, promosso da un gruppo di giovani melendugnesi e al quale ha partecipato anche il fronte del Comitato No Tap, si è disteso sul lungomare, già teatro di altre manifestazioni. Hanno partecipato anche Marco Potì, primo cittadino di Melendugno, e la senatrice del M5S, Barbara Lezzi.

La questione è entrata nella fase più calda dopo che il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha firmato il decreto di autorizzazione, nel solco peraltro del via libera “politico” che il presidente del consiglio, Matteo Renzi, aveva già preannunciato il 29 agosto in conferenza stampa. Ieri il premier, in occasione della partecipazione alla Fiera del Levante, a Bari, ha avuto un veloce scambio di battute con una delegazione di sindaci salentini, ai quali ha manifestato un minino di apertura rispetto alla possibilità di trovare un approdo alternativo a quello della spiaggia di San Basilio.

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Il Comitato No Tap, intanto, sta approntando il ricorso al Tar mentre continua a denunciare anomalie procedurali e mancato rispetto, da parte del consorzio Tap, dei tempi imposti dalle norme per la presentazione della documentazione richiesta dai tecnici ministeriali nei mesi scorsi. Un punto sul quale la società ha già replicato, sottolineando di aver fatto tutto secondo le regole.

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