Domenica, 19 Settembre 2021
Politica Gallipoli

I conti in Comune non tornano. E Barba si tira fuori

La Corte dei conti impone di cambiare registro per rimpinguare le casse che presentano un saldo negativo di oltre 1 milione e 700 euro. A gennaio il commissario sarà "costretto" ad aumentare la Tarsu

Il Municipio di Gallipoli

Che le casse comunali in quel di Gallipoli fossero tutt'altro che floride lo si sapeva da tempo. Ora la Corte dei conti, dopo aver chiesto l'audizione anche del dirigente del settore economico-finanziario del Comune, Panatelo Isceri, ha posto categoricamente una inversione di rotta. E a traghettare il risanamento delle finanze pubbliche sarà compito del commissario prefettizio Angelo Trovato almeno sino alle nuove elezioni di primavera. Un'azione per altro già avviata nella gestione ordinaria dell'amministrazione di Palazzo Balsamo e che con il nuovo anno porterà sicuramente ad un ulteriore "stretta della cinghia". C'è da calmierare un saldo negativo dell'esercizio 2006 che la Corte dei conti ha accertato e quantificato ben oltre un milione e 700 mila euro. Facile intuire che la prima mossa del commissario prefettizio (che ha già messo mano al regolamento sulla tariffa dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani) sarà quella di prevedere, già dal prossimo mese di gennaio, l'innalzamento della Tarsu. Ritocco sulle tassazioni che non si era potuto attuare all'atto dell'insediamento del commissario in quanto era già stato licenziato il bilancio 2007 con la conferma sostanziale di aliquote e tariffe.

Sulla situazione "disastrosa" dei conti del Comune si sono ovviamente abbattute in questi giorni le sottolineature critiche degli ex consiglieri di opposizione del centrosinistra (in particolare Flavio Fasano e Gianfranco Conte) che senza mezzi termini hanno attribuito responsabilità dirette alla "mala-amministrazione" degli ex sindaci azzurri Venneri e Barba. A destare la zelante attenzione della Corte dei Conti sul bilancio comunale di Gallipoli secondo i consiglieri dell'Unione, sarebbero stati in particolare "gli squilibri emersi in questi ultimi anni, caratterizzati da ingenti e sistematiche vendite degli immobili di proprietà comunale, dalle voragini di debiti fuori bilancio e dai 9 milioni di euro per spese legali maturate dal 2001 al 2006. E ancora da un servizio di nettezza urbana sempre più costoso, che ha prodotto un lodo arbitrale di oltre quattro milioni di euro, e, più in generale, da una spesa annua che ormai stabilmente supera le entrate". Accuse circostanziate e dalle quali si tira subito fuori l'ex sindaco Vincenzo Barba pronto a rigettare al mittente ogni attribuzione di responsabilità.

"Spero che la Corte dei Conti, in tempi rapidissimi, getti un fascio di luce sulla situazione economico-finanziaria del Comune di Gallipoli" dice Barba, "anzi, dichiaro sin da ora che sono tra i primi ad attendere che si faccia verità su una serie di questioni che non possono più essere oggetto di contesa politica, ma devono, invece, diventare oggetto di ragionevole valutazione da parte di tutta la comunità gallipolina. Magari la Corte dei Conti facesse una lunga trasferta nella nostra città per portare chiarezza laddove molti politicanti di professione, utilizzando un fumus parolaio, tentano di portare caos e confusione. Venga la Corte dei Conti a Gallipoli. Sarò il primo ad accoglierla, convinto come sono che questa città ha sete e bisogno di verità e che è davvero giunta l'ora di sbugiardare i mistificatori di professione che vogliono soltanto confondere le idee ai cittadini. Venga la Corte dei Conti a fare luce sullo stato delle finanze pubbliche gallipoline e troverà in Vincenzo Barba un ossequioso alleato pronto a collaborare nell'interesse comune. Saranno altri in quei giorni a darsela a gambe per paura che la verità finalmente emerga".

E aggiunge: "La storia della breve amministrazione di Vincenzo Barba è stata contraddistinta da una stella polare: il risanamento dei conti pubblici lasciati allo sfascio da anni e anni di mala amministrazione. Mi piacerebbe ricordare al Dott. Gianfranco Conte, che in queste ore dimenticando il suo passato di amministratore si erge a censore e a moralizzatore, il suo contributo allo sfascio della contabilità pubblica della nostra città quando, non il secolo scorso, ma una manciata di anni fa, ricopriva la carica di assessore al Bilancio del nostro Comune. Conte faccia uno sforzo di recupero della memoria e ricordi in che condizioni l'amministrazione alla quale ha partecipato attivamente ha lasciato le casse del nostro municipio. E così, dopo anni e anni di un andazzo fatto di scialo del denaro pubblico, mi sono ritrovato sulle spalle una situazione alla quale se non avessi posto immediatamente rimedio ci sarebbe stato soltanto da portare i registri in Tribunale per fare la fine che ha fatto l'amministrazione di Taranto. È da imputare esclusivamente ai cinque dissidenti" conclude l'ex sindaco, "se non siamo stati in grado di proseguire nel percorso di risanamento dei conti pubblici. E' a loro che si deve l'ennesimo stop sulla via virtuosa della gestione manageriale dei bilanci, iniziata, ma ahimè mai conclusa, e portata avanti dall'amministrazione da me presieduta".

Il comunicato di Barba-2

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