Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

I dissidenti:"Venneri, sei tu il maestro dell'inciucio"

Resa dei conti dopo la caduta dell'amministrazione comunale. Caiffa, Padovano e Ferilli replicano alle accuse di pressioni e condizionamenti fatte da Venneri. E nel mirino anche Stasi e Scigliuzzo

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GALLIPOLI - Un altro fine settimana caldo, quasi incandescente. Ad appena sette giorni dalla caduta dell'amministrazione Venneri con le dimissioni di undici consiglieri comunali, è il tempo della resa dei conti. Con l'ex sindaco che ha già affondato il colpo lanciando accuse e sospetti, e reiterando la necessità di approfondire le "ragioni" che hanno indotto i consiglieri, in particolare quelli organici alla sua maggioranza, a dargli il benservito. Pressioni, interessi e condizionamenti extra politici denuncia l'ex sindaco, Venneri a cui oggi rispondono con veemenza e determinazione i consiglieri dissidenti, rilanciando un messaggio chiaro: "Anche, tu caro Venneri che parli di pressioni non sei stato da meno nel corso della tua amministrazione, visto che hai inciuciato con tutti e venti i consiglieri comunali". Non ci stanno ad essere additati come persone avvezze al tradimento e alla facile "compravendita" gli ex consiglieri Udc, Luigi Caiffa e Giancarlo Padovano (federato dei centristi con il Gruppo misto), e Fabrizio Ferilli della lista dell'ex sindaco. Soprattutto non ci stanno i tre ex consiglieri della maggioranza andata in pezzi, a vedere infangato il loro "buon nome", la loro professionalità e anche l'immagine della città ora interessata anche da un'interrogazione della senatrice Adriana Poli Portone al ministro dell'Interno, Maroni, sui "sospetti" per la caduta dell'amministrazione di Gallipoli

Apre l'ex capogruppo Udc, Luigi Caiffa che, dopo giorni di silenzio e di veleni, ora replica alle accuse mosse nei suoi confronti e del collega Giancarlo Padovano. Entrambi ancora organici all'Udc gallipolina, come spiegano, non "avendo avuto nessuna comunicazione ufficiale e secondo le norme statutarie" e con l'appoggio incondizionato del capogruppo provinciale Sandro Quintana, che ne difende e tutela l'operato. Rimandando ogni valutazione di merito ad un confronto interno e "in famiglia" con la segreteria provinciale e il senatore Totò Ruggeri. Strali e invettive invece, Caiffa, Padovano e Quintana le riversano anche al commissario cittadino dell'Udc, Felice Stasi ammonendo che finché "loro tre saranno all'interno del partito il caro Felice non sarà più felice. Altro che la schiena piegata e la persuasione del metallo che piega le ginocchia. Noi la schiena ce l'abbiamo dritta perché siamo liberi e onesti". E con riferimenti anche non tanto velati alla massoneria e "all'incapacità personale" del commissario sezionale di gestire le questioni politiche. "Per questo chiedo scusa" tuona Quintana, "per aver scelto e dato generosamente la possibilità di ricoprire quel ruolo ad una persona del tutto inadeguata". E con un riferimento anche al senatore Maritati e alla Poli Bortone: "Basta gettare fango sulla città di Gallipoli, che è fatta di gente onesta dove poi queste persone vengono a prendere i voti. Ma in quei frangenti nessuno si scandalizza di pressioni, condizionamenti o di altro. Se la senatrice Poli Bortone ha perso i suoi colonnelli in queste ore e vuole venire a reclutarne qualcuno a Gallipoli, siamo disposti a fornirli noi. Faccia pure, ma non infanghi la città"

Apre le danze l'ex capogruppo in Consiglio, Luigi Caiffa che smonta punto per punto l'elencazione fatta in conferenza stampa dall'ex sindaco Venneri, delle opere realizzate nell'ultimo anno di amministrazione. "Un elenco arido di progetti scritti su carta, e da diversi anni ancora relegati nel libro dei sogni" puntualizza Caiffa, "con opere che non sono mai decollate e quelle poche che ci sono, abbandonate all'incuria". E giù la scure contro Venneri per le "giostrine" e la riqualificazione del parco di via Firenze, l'approvazione e i "meriti" sul Ppa, sull'ormai "vecchio" piano di zonizzazione, area luna park, Piano rigenerazione urbana, e soprattutto il progetto del mercato ittico all'ingrosso grimaldello per Caiffa per smascherare l'accordo nascosto consumato tra l'ex sindaco e il consigliere di riferimento di quel progetto: ovvero Tommaso Scigliuzzo. "In conferenza stampa con il sindaco, Scigliuzzo ha detto che non si aspettava di essere quel giorno lì accanto alla maggioranza seduto a quel tavolo. Ma cosa si aspettava invece Scigliuzzo, di sedere ancora in Consiglio, sfregarsi la faccia e messo con le spalle al muro dover decidere se mascherare ancora il suo inciucio con l'ex sindaco, oppure non lo sapeva che sarebbe stato chiamato alla corte di Venneri quando sui tavoli di una famosa masseria con il benestare della sconsolata consigliera del Pd, è stato suggellato il loro post-accordo dopo il Bilancio?"

E la posizione sul Bilancio? "In commissione noi abbiano votato il bilancio per dare un segnale, ma eravamo stati critici e non lo condividevamo, dando dei segnali chiari all'ex sindaco" spiega Caiffa, "ma c'è da dire giorni prima altri consiglieri della lista Venneri avevano manifestato la volontà di boicottare lo stesso bilancio, forse questi si per qualche mero interesse personale. Anche se poi in commissione hanno cambiato idea. È successo che il lunedì dell'approvazione vengono attribuite le nostre assenze per l'approvazione, all'iscrizione dei 100 mila euro per il bando del mercato coperto. Ma se quando ho approvato per la prima volta il bilancio per quel bando erano iscritte 250mila euro, ora se era quella la posta in palio sarei stato stupido a non farmi piacere bando che mi interessava a un costo inferiore. Penso invece che qualche amministratore abituato a falsificare i bilanci, si confonde su questo punto". Nelle ultime ore spunta anche il nodo della festa di Santa Cristina. E ancora Caiffa precisa: "Quando sono andato dal sindaco per chiedere di ristabilire la festa di Santa Cristina l'ho fatto solo per non farla morire come stava avvenendo negli ultimi anni. E il rilancio doveva essere messo in atto di comune accordo con i membri del Comitato che esiste ed sorto il 7 maggio scorso ed è legittimato dalla Curia, altro che da pseudo associazioni".

E la chiosa finale sui presunti condizionamenti: "L'ex sindaco parla di pressioni, ma vorrei ricordargli che malgrado non volessi aderire al varo del Venneri Ter" conclude Caiffa, "è stato lui alle 5 del mattino a chiamarmi e premere per far sì che si portasse a compimento il nuovo accordo, atteso che il Pd prima di arrivare a sedere sulla comoda poltrona del governo cittadino aveva posto proprio la condizione di avviare quella avventura amministrativa solo con la partecipazione diretta dell'Udc e la costituzione del laboratorio politico gallipolino e nazionale".

Anche l'altro ex consigliere Giancarlo Padovano, ha garbatamente rigettato al mittente le accuse rivolte nei suoi confronti dall'ex sindaco e anche dal commissario Udc, Stasi. Visibilmente commosso, Padovano ha evidenziato il "fallimento e lo scollamento amministrativo" e la "denigrazione" subita quando venivano posti all'attenzione problemi apparentemente marginali come "l'installazione di servizi igienici sul lungomare. Mai eseguita forse per non riconoscere la mia paternità politica a tale interventi. Ma mi chiedo, come si fa a parlare di progettualità turistica e di portualità quando non riusciamo a fare dei miseri servizi igienici?". E poi sul Bilancio puntualizza: "Ci è stato presentato come sempre bello, pronto e impacchettato. E nonostante le nostre perplessità di natura politica, non siamo stati presi in considerazione. E allora perché approvarlo se non era da condiviso? Non ci siamo presentati per indurre il sindaco a ritirare il punto e discutere con noi. Invece ci hanno cacciato dalla maggioranza e offerto assessorati a destra e a manca a Scigliuzzo". E poi la parte toccante sul nodo del mercato coperto e le aspettative di lavoro di tante famiglie dei ceti meno abbienti, e le accuse alla politica "affaristica" messa in atto in questi anni e alla "genialità" dei vincitori dei concorsi pubblici. E l'attacco rotto dal pianto a Stasi: "Ma come ti permetti di dire a chi non ha possibilità economica, a quelle persone che io difendo strenuamente, certe bassezze. La dignità non si compra".


In chiusura ha chiesto ospitalità per un suo intervento anche l'ex consigliere Fabrizio Ferilli (argomento trattato a breve in un prossimo resoconto), che ha dato sfogo alla sua indignazione e redicontato la sua verità. E con alcuni passaggi duri all'indirizzo della ex maggioranza e dell'ex sindaco: "E' semplicemente bieco e abietto pensare che ciò che è successo sabato scorso sia frutto di pochi traditori che hanno avuto pressioni pseudo politiche. Chi parla con tanta contezza di questi giochetti dimostra evidentemente di esserne maestro e talmente avvezzo da non poterlo lamentarlo verso gli altri. I cenni di cedimento di questa amministrazione c'erano stati e chi dice il contrario mente sapendo di mentire. Quando ho chiesto chiarimenti all'ex sindaco sulla situazione dell'Udc e le motivazioni che avevano portato alla sua non presenza nella seduta del consiglio sul bilancio, ho ricevuto delle rassicurazioni che tutto era rientrato. Poi ho scoperto che per l'ennesima volta ero stato raggirato, perché quella verifica politica che io avevo chiesto a fine seduta, mi aspettavo che si realizzasse nelle sedi istituzionali e non presso qualche masseria. Con tutta la maggioranza e non al cospetto di pochi consiglieri, che avevano già trovato una nuova riformulazione senza che la cittadinanza ne fosse a conoscenza. A questa idea di nuova amministrazione" ha proseguito Ferilli, "io ho detto al sindaco di non essere chiaramente più disponibile. Qualcuno pensava che vista la mia nota incompatibilità personale con la parte politica rappresentata dall'opposizione, non avrei per dignità ma preso autonomamente decisioni forti e risolutive. Sabato scorso ho bocciato il sindaco Venneri e la sua idea di amministrazione" ha concluso Ferilli, "oggi dopo le farneticanti accuse udite nei mie confronti e per la mancanza di dignità nell'accettare una sconfitta politica, io oggi boccio l'uomo Venneri".

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