Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

I Ds attaccano la Poli su nomine e conti

Benincasa: "No all'avvocato Marasco nella Lupiae. L'azienda non è un affare di famiglia". Blasi: "Avete tagliato l'Ici, ma è stata un'azione demagogica"

Si riaccendono i riflettori sulla guerra dei favori. Le accuse incrociate fra centrodestra e centrosinistra, cessate a febbraio, sono rispolverate da Carlo Benincasa, presidente del gruppo Ds a Palazzo Carafa. Il consigliere comunale spara su Rolando Marasco, già segretario provinciale di Alleanza nazionale, che si insedierà nel management della "Lupiae Servizi" in qualità del direttore del personale".

"L'avvocato Marasco - protesta l'esponente diessino - nei mesi scorsi non è riuiscito a superare il concorso per dirigente del personale al Comune di Lecce e per tale ragione è stato risarcito con un incarico annuale di 50mila euro quale convenzionato all'ufficio legale e, scaduto l'incarico, ha subito trovato occupazione presso la Lupiae Servizi". Tale scelta " è ancora una volta motivata - denuncia Benincasa - dalla necessità di scaricare sulle casse di una società in agonia finanziaria, quale è la Lupiae, personale fidato che gestisca la prossima campagna elettorale in spregio a qualunque regola di competetenza e di evidenza pubblica".

Secondo Benincasa la "Lupiae Servizi" viene considerata da chi governa Lecce come "un affare di famiglia", mettendo "in serio rischio i posti di lavoro del personale, con amministratori che salgono e scendono". Fra pochi giorni, ricorda il consigliere diessino, "il presidente Rizzo si dovrà dimettere a tre mesi dalla nomina in quanto candidato al Comune". Un epilogo scontato, conclude Benincasa, "di nove anni di governo Poli, che ha costruito un carrozzone mangiasoldi sulla pelle dei cittadini leccesi".

Ma l'attacco al sindaco di Lecce giunge anche da Sergio Blasi, segretario provinciale dei Ds. "Cara Adriana Poli Bortone - scrive colui che è anche sindaco di Melpignano alla collega del capoluogo -, ancora una volta ci troviamo nella necessità
di chiedere una figura terza, una sorta di arbitro che ci spieghi come stanno i conti nel Comune da te amministrato". E spiega che "ancora una volta la questione del debito di 11 milioni di euro verso la società "Leadri", occultato per mesi, nasce da una confusione pericolosa tra dati tecnici gravi e altrettanto gravi mosse politiche.

Perché mentre tu e la tua giunta avete temporeggiato su un debito esigibile, che inizialmente ammontava a 23 milioni, decidevate in maniera spudoratamente demoagogica di abbassare l'Ici. Di colpire al cuore dei cittadini nella loro parte più sensibile, candidandovi come i buoni che eliminano le tasse".

Blasi critica insomma l'abbassamento dei tributi. "Più che buoni siete irresponsabili- accusa-. Il gesto demagogico di tenere buoni i cittadini in piena campagna elettorale cozza rumorosamente con i buchi in bilancio, nonchè con l'improvvisa necessità di mettere all'asta il patrimonio di famiglia, stimato in 45 milioni di euro". E ricorda, il segretario provinciale Ds,che "il Comune di Lecce si è sobbarcato un debito di oltre 100 milioni di euro (i famigerati Boc) per coprire un altro debito, e su quest'operazione ha stoprnato ben 730mila euro da regalare al suo dirigente di settore e al suo team. Una faccenda vergognosa, tanto simile alle operazioni che hanno mandato alla rovina Taranto, su cui grava ancora il tuo silenzio".

Il sindaco di Melpignano ricorda poi alla Poli Bortone il debito del Comune di Lecce nei confronti della "Lupiae Servizi", arrivatonegli ultimi anni a 5 milioni di euro. "Il debito del - attacca Blasi - non è ancora dato saperlo, ma abbiamo ragione di credere che sia solo esponenziale". Insomma la campagna elettorale trova benzina per infiammarsi, ma il segretario provinciale diessino chiarisce che non è intenzione
della sua parte politica operare terrorismo politico sui conti. "Quello che ci serve, e serve a tutti i leccesi ora più che mai che c'è una scelta in campo per il futuro della città - chiarisce -, è un arbitro che ci dia un quadro esauriente, comprensibile, lucido sulla situazione economica dell'amministrazione".

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