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I dubbi sulla Lupiae dopo il Consiglio: "Manca un piano per rilanciare l'azienda

Giordano ritiene che si debba fare un piano di investimenti credibile. Sentire civico": Salvemini vuole tagliare fuori l’opposizione"

LECCE – Si continua a dibattere sul futuro della Lupiae, dopo il Consiglio comunale di ieri in cui, non senza polemiche infuocate e perplessità nella stessa maggioranza, sono state approvate le delibere per il ripiano delle perdite. Per Michele Giordano, consigliere di Fratelli d’Italia, uno dei tre esponenti dell’opposizione che non hanno abbandonato l’aula al momento del voto, si è trattato dell’“ennesimo palliativo”. Insomma, il futuro resta in sospeso. “Un piano industriale non l’ho visto, risorse per rilanciare la Lupiae non ne vedo: vedo che addirittura vogliamo tagliare dei servizi”, commenta. Accetta anche il decurtamento delle indennità per due mesi proposto dalla maggioranza, dicendosi disposto, provocatoriamente, a fare anche di più: “Rinunciare subito a dodici mesi di indennità a fronte di un piano di investimenti credibile, altrimenti si tratta solo di spot”.

Giordano ritiene che sia necessario fare investimenti. “Se dobbiamo dare gli indirizzi a questa società e fare il nostro dovere di socio principale per portare fuori dal guado la Lupiae - dice -, dobbiamo avere un progetto chiaro. Per fare un piano industriale credibile, collocare l’azienda sul mercato e farla camminare con i suoi piedi ci vogliono i soldi, bisogna fare gli imprenditori. Affermo questo sulla base della mia esperienza da imprenditore: senza investimenti non può esserci il risultato”. E aggiunge: “Se tagliamo i servizi importanti che la Lupiae svolge o non li paghiamo al giusto prezzo, noi mettiamo in difficoltà la società”. Ricordando che i dipendenti della Lupiae “fanno funzionare tanti uffici comunali”. Sono visti come parte integrante del personale, e a un costo inferiore.

Anche Sentire civico dice la sua sull’argomento, tramite il coordinatore provinciale, Giancarlo Capoccia. “La Lupiae è salva, ma non è ancora salva…”, esordisce, citando il sindaco. “Si tratta di un ossimoro che mette in luce come la questione non abbia trovato una sua composizione positiva e concreta”. E qui l’accusa: “Tutto lascia intravedere che Salvemini e la giunta vogliano decidere sulla Lupiae in assoluta autonomia, senza tener di conto delle maglie sociali ed economiche che gravitano intorno all’azienda municipale. Senza voler aggiungere che egli vuole tagliare fuori l’opposizione, spezzare la sua funzione di controllore del suo operato”.

capoccia gincarlo-2Nel dettaglio, “le somme reperite nella delibera di bilancio, sommate al fondo rischi di 700mila euro – dice Capoccia - non verranno conferite alla Lupiae per ricostituire il capitale sociale. E questo perché bisognerà attendere che venga fatto un piano di risanamento in modo che si possa valutare se questa società in futuro produrrà altre perdite oppure no. In altre parole, oggi, si sta accantonando una somma, che verrà utilizzata se il piano di risanamento che ne discenderà sarà valutato positivamente. Sicché, di fatto si rimandano le decisioni sulla Lupiae”.

“Grave è la tecnica politica, economica e manageriale di tale operazione”, secondo Capoccia, per il quale “bisogna avere chiaro il ruolo futuro dell’azienda, per poi procedere ad una corretta e pertinente valutazione e ad un piano di intervento”. “Di fronte a tutto questo – accusa -, Salvemini, contro ogni pratica del buon padre di famiglia, non evidenzia i principi di valutazione, lasciando così che i commissari, quindi, valutino secondo criteri non precisati, arbitrari, oscuri dunque, alla città e al modo politico leccese”. Secondo il coordinare di Sentire civico, la delibera si sarebbe dovuta soffermare sul tipo di servizi che occorrono alla città, stabilendo l'importo limite finanziario da investire. In questo modo, “si sarebbe consentito al consulente che ha commissionato la Lupiae di predisporre un piano risanamento reale”.

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