Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

I primi risultati della Legge Realacci: non chiuderanno gli uffici postali nei piccoli comuni

La Legge 158/2017 o meglio Legge Realacci inizia a dare i primi significativi risultati. La legge prevede per i borghi fino a 5.000 abitanti la sostanziale sospensione di ogni chiusura dei servizi degli uffici postali presenti.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

La Legge 158/2017 o meglio Legge Realacci inizia a dare i primi significativi risultati. La legge prevede per i borghi fino a 5.000 abitanti la sostanziale sospensione di ogni chiusura dei servizi degli uffici postali presenti. Per i comuni o le frazioni di essi, ad oggi non serviti dal servizio postale, la legge prevede la possibilità di stipulare apposite convenzioni con Poste Italiane per effettuare i pagamenti di imposte comunali, tasse, bollette e vaglia presso gli esercizi commerciali, come confermato da Matteo Del Fante a.d di Poste Italiane. Pur avendo al momento una piccola disponibilità finanziaria, la legge e l’accordo confermato da Poste Italiane, dimostrano che il paradigma, che vedeva i piccoli comuni come un problema, sta cambiando. In Italia i comuni sotto i 5.000 abitanti sono 5.567, quasi il 70% della totalità dei municipi del Paese, con oltre 10.000.000 abitanti, solo in provincia di Lecce sono 41 praticamente il 50% di tutti i piccoli comuni della Puglia; garantire i servizi in uno di questi piccoli comuni vuol dire non farli spopolare e quindi non perderli dalla geografia, se pur munita importante, del nostro Paese. Programmare interventi per garantire il “buon vivere” nei borghi è compito della Politica. L’Associazione Borghi Autentici d’Italia prova ad articolare un percorso di interventi ed azioni concreti, con l’obiettivo di innescare un processo di cambiamento e miglioramento della qualità della vita e rendere possibile “il stare e vivere” nei borghi. L’Associazione è da sempre al fianco di Realacci nel sostegno alla legge 158/2017, che ci offre nuovi strumenti nell’applicare concretamente il nostro manifesto politico. Siamo convinti che i borghi ce la possono fare. Basterà metterli nelle condizioni di poter fare i borghi, con le loro identità culturali e sociali, semplicemente provando a costruire una strategia di sviluppo economico partendo dal capitale sociale presente sui territori. Un capitale sociale, spesso costretto a scegliere le grandi città o altri Stati a scapito del periferico ed interno, con conseguente perdita d’identità delle piccole comunità locali. In occasione della presentazione della Legge il prossimo 20 novembre a Volpedo (Al), alla presenza del Primo Ministro Gentiloni, di Enrico Borghi e di Ermete Realacci, confidiamo che questo sia solo il primo dei tanti risultati dell’applicazione della 158/2017, che nei suoi contenuti prova a dare una nuova speranza e un punto di vista alternativo allo sviluppo del nostro Paese Italia.

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