Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

I Socialpopolari: "La nostra battaglia per i disabili"

Mario De Cristofaro ed Ivan Sergi, candidati sindaco e consigliere, contestano l'operato dell'amministrazione su barriere architettoniche ed iniziative di sostegno

"Oltre dieci anni di ritardi, promesse rimaste puntualmente tali, né più né meno che mera promozione da campagna elettorale". E' Mario De Cristofaro a parlare. Tema su cui il candidato sindaco per i Socialpopolari si scalda è quello dei "diversamente abili della nostra città, considerati spesso una fetta considerevole dell'elettorato poi lasciati nel dimenticatoio".

"In realtà - dice De Cristofaro - rappresentano una risorsa, necessaria, da valorizzare. Sempre. In tempi non sospetti avevo lanciato l'idea della banca del tempo per mettere in moto la macchina di un progetto integrato che ci veda tutti in qualche modo protagonisti. Con un dispendio minimo di energie infatti chiunque, a partire dagli stessi amministratori, può mettere a disposizione dei diversamente abili parte del proprio tempo, anche poche ore a testa, e trasformarlo in assistenza, ascolto ed in tutta quella serie di aiuti concreti e quotidiani di cui hanno bisogno".

"Non solo - prosegue De Cristofaro - proprio il numero elevato di disabili in città e nel comprensorio di Lecce rende ormai imprescindibile l'istituzione di un difensore civico ad hoc e con ciò l'attivazione di un numero verde gratuito sempre attivo, 24 ore al giorno, cui rivolgersi per chiedere aiuto, denunciare abusi, soprusi, carenze assistenziali".

"Lecce? Città del mondo, porta d'Europa, città del mare? macché città negata" sbotta a riguardo il candidato consigliere socialpopolare Ivan Sergi. "Ancora una volta, come da "giusta" abitudine, assistiamo all'ennesima negazione dei diritti degli "ultimi", delle categorie sociali "no-profit", di coloro che, non facendo parte dell'ingranaggio produttivo della città che "conta", bambini, diversamente abili, anziani, continuano ad essere le vittime innocenti di una politica socio-ambientale che nulla ha a che vedere con una città civile".


"Aspettiamo - prosegue Sergi - ad esempio, che il sindaco uscente ci indichi quali barriere architettoniche intenda realmente rimuovere visto che anziché provvedere alla loro eliminazione continua quotidianamente a farne edificare delle altre. Ad ogg, l'unica soluzione possibile è quella che solo i giusti posseggono, ovvero il donare se stessi per una causa più grande: quella del bene comune, del bene di tutti. Al centro della ricostruzione morale della città vi devono essere i bisogni, le aspettative dei "senza" voce, di coloro che pur non producendo "reddito" hanno in loro gli anticorpi per debellare la malattia che affligge la politica".

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