Venerdì, 18 Giugno 2021
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Ico sull'orlo del baratro, centrodestra insorge: "La Regione compie un delitto"

Le Ico pugliesi rischiano di non ricevere finanziamento per il 2015. Il Consiglio regionale ieri ha bocciato due emendamenti bipartisan che prevedevano distinti tipi d’intervento per l'orchestra Tito Schipa di Lecce. Insorgono Simone Manca, Luigi Mazzei ed Erio Congedo

LECCE - Le Ico pugliesi rischiano di non ricevere finanziamento per il 2015. Il Consiglio regionale ieri ha bocciato due emendamenti bipartisan che prevedevano distinti tipi d’intervento per la Ico Tito Schipa di Lecce. E a questo punto, a insorgere è soprattutto il centrodestra pugliese che attacca di petto via Capruzzi. La consigliera della Provincia di Lecce Simona Manca, giò vice presidente e assessore alla Cultura, non usa mezzi termini “L’atteggiamento assoluto di chiusura e di bende sugli occhi nei confronti di una situazione tragica e straordinaria è delittuosa”.

“La Regione – aggiunge -, dopo la bocciatura di ieri, durante l’approvazione del bilancio, dell’emendamento che riguardava la possibilità di salvare l’orchestra di Lecce con uno stanziamento straordinario nel 2015, ha affossato l’Ico e si è distinta quale responsabile dell’epilogo disastroso di questa Fondazione”. “La Provincia di Lecce ha puntualmente finanziato ogni anno la stagione sinfonica e organizzato la stagione lirica, consentendo all’orchestra di dare quel contributo insostituibile alla vivacità e allo spessore culturale del territorio”.  “I rappresentanti del governo regionale, invece, si ergono a paladini della cultura, ma soltanto a corrente geografica alternata”.

Simona Manca usa l’esempio del Petruzzelli di Bari. “Sono stati impiegati milioni di euro salvarlo, eppure la Fondazione doveva i suoi guai ad una cattiva gestione;  la Ico, per contro, che ha sempre avuto un’ottima gestione e che non ce la fa a sopravvivere, non per negligenza di qualcuno, ma per gli esiti della riforma, viene abbandonata dalla Regione a un destino di silenzio e di oblio”

Il consigliere regionale di Forza Italia, Luigi Mazzei è sulla stessa lunghezza d’onda. “Stavolta non siamo affatto sul campo della polemica politica: diciamo sul serio, con onestà intellettuale e amore di verità, che la sinistra regionale ha voluto affossare i nostri sforzi per salvare l’Ico Tito Schipa di Lecce e ne vorrebbe decretare la definitiva uscita di scena”.

“Ieri –aggiunge- abbiamo presentato un emendamento al bilancio regionale per destinare 1 milione e 160 mila euro alla Fondazione salentina, che sta pagando già il prezzo di una scellerata riforma Renzi-Delrio sulle Province”. “Con l’emendamento non volevamo certo privilegiare Lecce rispetto ad altre realtà pugliesi, ma ci sono differenze sostanziali. L’Ico di Bari, ad esempio, è composta da personale orchestrale che è dipendente della Provincia di Bari e, dunque, attualmente a rischio è il patrimonio culturale rappresentato ma non anche i posti di lavoro dei musicisti”.

“Nella Tito Schipa le cose sono molto diverse – sottolinea -: il personale non è dipendente della Provincia di Lecce e rischiamo di veder buttare a mare non soltanto una ricchezza culturale di grande prestigio sul panorama nazionale, ma anche il posto di lavoro per gli orchestrali. Come si reggeva l’attività della Fondazione, dunque, prima dell’infausta riforma del Pd?”

“La Provincia di Lecce – spiega -, che aveva ancora la delega alla Cultura, destinava 1 milione e 160 mila euro per la Fondazione, ed ecco il perché della somma da noi proposta nel bilancio. Questo contributo consentiva di attingere anche alla programmazione ministeriale per le grandi realtà culturali, ovvero ricevendo altri 500 mila euro dal Fondo Fus. A queste risorse si aggiungevano i 120 mila euro della Regione ed altri 120 mila euro da parte del Comune di Lecce. Così, si garantiva la stagione orchestrale e l’intera attività della Ico”.

Il vice presidente vicario del gruppo Pdl-Fi alla Regione Puglia Erio Congedo commenta a sua volta con amarezza. “C’è forte rammarico per quello che è successo anche perché abbiamo scelto di impostare la battaglia per le Ico sul buon senso e sullo spirito di collaborazione. Ma soprattutto pensavamo fosse decisivo il fatto che la Legge Del Rio ha trasferito interamente le competenze sulla cultura dalle Province alle Regioni”.

“L’aula ha bocciato per la IcoTito Schipa sia l’emendamento con una previsione di 1 milione e 160 mila euro, sia quello con una previsione straordinaria di 300 mila euro, pari a quanto stanziato dalla Regione nel 2014. Ad oggi, per il 2015 il Bilancio della Regione Puglia prevede un finanziamento per le Ico pari a zero euro. Devo rimarcare che non sono serviti né gli appelli nella direzione del salvataggio di un pilastro della cultura di questa regione, né soprattutto quelli per il futuro occupazionale di cinquanta orchestrali”.

“Resta - continua - un semplice ordine del giorno che non ha copertura nel Bilancio e lo spettro che se entro gennaio 2015 la Fondazione non dovesse essere in grado di programmare la stagione (al momento la prospettiva più concreta di tutte) la Ico leccese resterebbe fuori dal Fondo unico per lo spettacolo, con conseguenti effetti devastanti”. 

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