Venerdì, 23 Luglio 2021
Politica

Idee per la città pubblica, "non è il solito concorso"

Possono partecipare anche i non residenti. Promosso dal laboratorio Lecce2.0dodici, prevede tre premi in denaro. Carlo Salvemini: "I migliori saranno proposti all'amministrazione comunale"

Carlo Salvemini-13

LECCE - Un concorso di idee per dare forma allo città del futuro. Con tre premi in denaro e un occhio particolare per i progetti che sapranno rivelarsi multidisciplinari. Lecce2.0dodici, il laboratorio promosso da Carlo Salvemini, lancia una "sfida" particolare ai leccesi e non solo, perché per partecipare al bando di "Lecce Città Pubblica" non è necessaria la residenza nel capoluogo. Anzi, a breve, ci sarà una versione del bando (https://www.lecce20dodici.it/blog/wp-content/uploads/2010/11/BANDO2.pdf) anche nelle principali lingue straniere.

Il tema è libero, l'unico riferimento da tener presente è lo spazio inteso come dimensione pubblica. Lo scenario nel quale collocare le idee è la città di Lecce ma la proiezione del concorso va ben oltre: faranno parte della giuria, tra gli altri, l'assessore regionale all'Urbanistica, Angela Barbanente, il sociologo urbano di fama internazionale Giancarlo Amendola dell'Università di Firenze, Stefania Mandurino, commissario dell'Apt di Lecce. Il bando, che in queste ore sarà on-line sul blog di Lecce2.0dodici, scade il 7 luglio.

Il concorso è stato presentato in conferenza stampa, alle ex-Cantelmo, da Salvemini e dall'architetto Fedele Congedo. Entrambi hanno sottolineato come non costituirà alcun titolo preferenziale essere "addetti ai lavori", proprio perché lo spirito dell'iniziativa è quello di mettere in pari condizioni tutti coloro che hanno un'idea su questo o quello spazio cittadino. Non conteranno tanto i tecnicismi quanto la creatività e l'originalità.

Ed è questa una differenza di non poco conto con i soliti concorsi, rivolti esclusivamente ai professionisti del settore. I premi saranno tre, tremila euro per il primo classificato, mille e cinquecento per il secondo, cinquecento per il terzo. Ma che fine faranno i progetti, una volta terminato il concorso? "Li proporremo all'amministrazione comunale, alla quale chiederemo anche di pubblicare il bando sul sito istituzionale, perché, al di là di chi governerà nei prossimi anni, crediamo che sia utile favorire in tutti i modi la partecipazione attiva dei cittadini alla costruzione dello spazio che viviamo in comune".

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