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L'ingresso dell'abitazione, in via Vecchia Surbo.

L'ingresso dell'abitazione, in via Vecchia Surbo.

Idrocarburi in alte concentrazioni, famiglia Fiorentino deve allontanarsi da casa

Il sindaco Salvemini ha emanato un'ordinanza alla luce dei monitoraggi di Arpa. L'abitazione, in via Vecchia Surbo, è adiacente all'ex deposito Apisem

LECCE – Entro cinque giorni Sergio Fiorentino, la moglie e le due figlie dovranno lasciare la loro casa di via Vecchia Surbo, adiacente al Parco di Belloluogo e all’ex deposito Apisem. Il sindaco Carlo Salvemini ha firmato la relativa ordinanza a seguito dei risultati dei monitoraggi condotti tra il novembre del 2017 e luglio scorso da Arpa Puglia. I tecnici avevano posizionato dei campionatori passivi anche nel giardino dell’abitazione e all’interno, nel soggiorno.

L’esito ha messo in evidenza che, se per il benzene non si sono mai registrati sforamenti, ci sono state invece concentrazioni maggiori degli idrocarburi eptano e ottano e, nella fase di bonifica del deposito, dunque da marzo, anche di nonano e decano. Si tratta di composti nocivi e irritanti e per quanto la legislazione italiana non preveda limiti di concentrazione, la dannosità per la salute umana è dimostrata. Nell’ordinanza si fa presente anche che il rispetto dei parametri, d’altra parte, non consente di escludere effetti negativi sull’uomo.

A settembre il signor Fiorentino, nel prendere atto della sentenza con cui la Corte di Cassazione aveva annullato, per prescrizione, la condanna per avvelenamento colposo nei confronti di Giovanni Semeraro, proprietario del deposito poi dismesso, aveva rilanciato l’importanza dell’iniziativa di bonifica non solo per il suo interesse, ma anche per quello dei cittadini: nelle immediate vicinanze, infatti, insiste il sito universitario Studium 2000 e il parco di Belloluogo. Fiorentino aveva anche auspicato l’intervento al suo fianco dell’amministrazione cittadina nelle consapevolezza, ribadita comunque dalla Suprema Corte, che l’inquinamento di aria a acqua c’è stato.

Il Comune di Lecce nel 2012 aveva perso l’occasione di costituirsi parate civile per un errore formale che produsse la reazione proprio di Salvemini, allora consigliere di minoranza e molto attivo sul caso dell'inquinamento della falda. L’ordinanza firmata oggi sollecita anche Arpa e Asl a proseguire il monitoraggio nell’abitazione, nell’area che circonda il deposito, compresi gli edifici pubblici e quelli privati.

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