Domenica, 1 Agosto 2021
Politica

Il centrodestra pugliese replica: “Da Vendola ammissione dei suoi fallimenti”

Dalle opposizioni, in particolare dal Pdl, giudizio di segno opposto a quello espresso dal governatore sul proprio mandato e sull’azione amministrativa. E l’Udc punta il dito sulle promesse mancate a partire dai cento cantieri

Bari – Il giudizio sulle cose cambia a seconda della prospettiva da cui si osservano. Si spiega solo così la differenza di pensiero del centrodestra rispetto alle dichiarazioni programmatiche odierne del governatore Vendola, bocciate, ad esempio da Rocco Palese del Pdl, come “una via di mezzo tra un comizio, una ammissione di fallimenti ed una lista della spesa per noi parlamentari di battaglie da condurre a Roma per la Puglia su argomenti come il Patto di Stabilità e la Cassa integrazione”.

“Non del futuro della Puglia si è parlato oggi – ha chiarito Palese -, ma del passato e del presente. Vendola ha sostanzialmente ammesso che il centrosinistra in Puglia ha perso le elezioni, ma avrebbe dovuto aggiungere che le ha vinte il centrodestra anche perché gli otto anni di suo governo sono stati un totale fallimento politico specie dal punto di vista del sostegno alle imprese e della creazione di lavoro. Vendola ha ammesso anche che la sua maggioranza da sola non era più autosufficiente e che la Giunta ’da combattimento’ serve più per combattere contro i partiti che lo sostengono che non contro la crisi”.

Dello stesso avviso, Andrea Caroppo, della “Puglia Prima di Tutto”, che ha annunciato come nuovo capogruppo Francesco De Biasi:  “Quando un Governatore, impegnato in una campagna elettorale in primissima persona con quotidiano battage promozionale in ogni genere di mezzi di informazione, nella sua Regione registra una sonorosissima batosta, collocandosi con la sua coalizione ad un umiliante terzo posto a causa soprattutto del tracollo del suo Partito personale, ci si sarebbe dovuti attendere da lui quanto meno un barlume di auto-critica. Ed invece ci è toccato di ascoltare per oltre un’ora un ennesimo panegirico di sé stesso previo scaricamento vittimistico di ogni responsabilità su soggetti e realtà comunque altri da lui”.

“Non una parola oggi dal Presidente Vendola sul futuro della Puglia – spiega Giandiego Gatta del Pdl - , a partire dalla necessità di andare incontro ai cittadini pugliesi eliminando le tasse regionali aggiuntive e creando nuovo lavoro, specie per i giovani. Se è così che il Presidente intende affrontare questa seconda metà di legislatura, purtroppo non c’è da aspettarsi nulla di buono. In un momento cruciale per la sopravvivenza di famiglie, imprese, giovani, è chiaro che Vendola non sa che fare e che anche questa nuova giunta, come le precedenti, sarà incapace di portare avanti politiche reali per lo sviluppo della Puglia”.

Per Saverio Congedo, sempre del Pdl, è “poco serio dopo 8 anni scaricare sull’universo mondo le responsabilità delle proprie defaillances, quando - per esempio - siamo giunti ormai al quarto Assessore alla Sanità, ossia ad una nuova implicita dichiarazione di fallimento nella più significativa delle politiche regionali. Il tempo politico di  Vendola, governatore che non vede i drammi della sua Gente o comunque li fugge, è ormai ad esaurimento. La Puglia ha già voltato pagina. Speriamo soltanto che non debba pagare oltre il prezzo delle illusioni di 8 anni perduti”.

Promesse e impegni non mantenuti del governo Vendola sono state al centro dell’intervento del presidente del gruppo Udc, Salvatore Negro, durante i lavori odierni del consiglio regionale: “Poco o niente di quanto annunciato meno di tre anni fa è stato realizzato – ha sottolineato – a cominciare da quel sostegno alle imprese previsto in un ambizioso slogan che annunciava 100 cantieri in 100 giorni cioè ‘100 opere pubbliche cantierizzate prima della fine dell’anno’, che sarebbero state ‘ossigeno immediato per la nostra economia’. Quante di queste opere pubbliche sono state cantierizzate fino ad oggi? Pensiamo, solo per fare un esempio vicino a noi, alla 275, alla Maglie Otranto, alla Regionale 8, o al porto di Otranto. Opere che si sono perse nelle maglie della burocrazia e la cui mancata realizzazione sta provocando danni alle imprese appaltatrici e a tanti lavoratori finiti in cassa integrazione a causa del mancato avvio dei lavori”.

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