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"Il Comune perde causa e non mostra gli atti pubblici"

Maglie: consiglieri del Pd inviano esposto a prefettto e presidenza del Consiglio dei ministri. Sotto accusa il sindaco: "Per tre mesi ha taciuto il risultato di un procedimento costato 300mila euro"

Il Comune di Maglie.

Con un esposto al prefetto, indirizzato anche alla Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi istituita presso la presidenza del Consiglio dei ministri, il segretario politico e i consiglieri comunali del Pd hanno lamentato la violazione del diritto di informazione e di accesso da parte del sindaco di Maglie e degli Uffici comunali. L'esposto è firmato da Raffaele Cesari, Mario Andreano, Sabrina Balena, Giovanna Capobianco, Giovanni Convenga, Maria Rosaria De Lumè e Carlo Scarpello. Per più di tre mesi - secondo gli autori dell'atto - il sindaco Antonio Fitto avrebbe taciuto ai consiglieri ("e, quindi, all'intera cittadinanza", sottolineano) il risultato di un procedimento arbitrale costato circa 300mila euro. La vicenda riguarda l'espletamento del servizio comunale di gestione della sosta di superficie e del parcheggio pubblico interrato, affidata alla società mista Mta servizi spa, a prevalente capitale pubblico (51 per cento).

Il 9 maggio del 2006, si ricorda nell'esposto, la Mta promosse un procedimento arbitrale per conseguire la condanna dell'amministrazione comunale al pagamento di 781mila 151 euro "a titolo di ripiano e/o pagamento e/o compensazione e/o risarcimento dei maggiori oneri e dei minori ricavi sopportati dalla società nella gestione dei predetti servizi nel periodo 2002/2005". "L'ingente somma richiesta da Mta Servizi Spa - ricordano i firmatari - suscitò nell'opinione pubblica cittadina diffusi sentimenti di preoccupazione e allarme considerato, peraltro, che anche negli anni precedenti il Comune di Maglie, socio di maggioranza, era più volte intervenuto per ripianare le significative perdite d'esercizio riportate dalla società partecipata". Il 3 luglio del 6, "con una petizione popolare, sottoscritta da circa duemila cittadini - ricordano gli esponenti del Pd - venne richiesto al sindaco l'avvio della procedura di liquidazione della Mta Spa e l'immediata revoca dei membri del Cad nominati dal Comune di Maglie in sua rappresentanza, 'per non averne adeguatamente tutelato gli interessi'. Nella stessa data, su iniziativa dei Consiglieri di minoranza, si tenne un Consiglio comunale monotematico, aperto agli interventi dei privati cittadini e delle associazioni comunali, con il seguente ordine del giorno: 'Rapporti economici e finanziari tra il Comune di Maglie, socio di maggioranza e la partecipata società Mta Servizi Spa'"

"L'adunanza - proseguono - nel corso della quale i numerosi partecipanti lamentarono, tra le altre, l'irragionevolezza dell'avviato procedimento arbitrale ed il pregiudizio (economico) che dallo stesso sarebbe derivato ai cittadini - si concluse con l'intervento del sindaco il quale, fornite ampie rassicurazioni, dichiarò testualmente: 'Una cosa è certa: nessuno toccherà le tasche dei cittadini, né per la Mta, né per altri servizi dell'amministrazione comunale'". I consiglieri di minoranza ricordano però che il procedimento arbitrale si è concluso il 16 gennaio scorso 08 con la condanna del Comune di Maglie al pagamento alla Mta Servizi, di 172mila 022 euro e rotti, oltre interessi legali, nonché al pagamento dei due terzi delle spese legali e delle spese relative al funzionamento del collegio arbitrale liquidate, rispettivamente, in 9mila 263 euro e ? 95mila euro, oltre accessori.

"Con nota del 17 gennaio 2008, acquisita il 18 gennaio 2008 al numero 1996 di protocollo comunale - specificano i firmatari dell'ordinanza - il segretario del Collegio arbitrale ha trasmesso copia del dispositivo del lodo arbitrale (che riportava nel dettaglio le statuizioni di condanna) e copia integrale dell'ordinanza di liquidazione dei compensi spettanti agli arbitri ed al segretario del collegio". A questo fatto è quindi seguita una nota del 5 marzo, "acquisita il 7 marzo 2008 al numero 7485 di protocollo comunale con la quale il segretario del collegio arbitrale ha trasmesso l'originale del lodo arbitrale. Tuttavia, le reiterate (e formalizzate) richieste di informativa avanzate in merito dal consigliere di minoranza Maria Rosaria De Lumè (anche nella sua qualità di presidente della commissione consiliare di Controllo e garanzia), non sono state soddisfatte", dicono gli esponenti del Partito democratico magliese. "Sicchè, l'esito del procedimento arbitrale, benché comunicato all'ente con nota del 17 gennaio non è stato reso pubblico. Il 2 aprile scorso - ricordano i firmatari - la "Gazzetta del Mezzogiorno" ha pubblicato un ampio e dettagliato resoconto giornalistico in cui si è illustrato il contenuto del lodo arbitrale riportando sia l'importo esatto delle somme dovute dal Comune a Mta Servizi Spa, sia le motivazioni poste a base della pronuncia di condanna".

"Nella vivace e aspra polemica che ne è seguita - proseguono -, il sindaco, al quale l'opposizione ha imputato la responsabilità di aver celato il risultato dell'arbitrato per non pregiudicare gli esiti della campagna elettorale in corso, ha dichiarato testualmente agli organi di stampa "A tutt'oggi non abbiamo la disponibilità della sentenza che ci oppone alla Mta. Abbiamo richiesto al presidente della commissione arbitrale l'invio dei documenti relativi in tempi brevi per poter esprimere un giudizio sul merito'". E a tale proposito, i consiglieri citano l'edizione di Lecce de "Il Nuovo Quotidiano di Puglia" del 5 aprile scorso. "Soltanto il 24 aprile il sindaco ha dato corso alla richiesta di informazioni e di accesso, inviando al Consigliere De Lumè la copia del lodo arbitrale acquisita al protocollo comunale numero 7485 del 7 marzo 2008". Successivamente, ricordano sempre i consiglieri del Pd, "il sindaco hj addotto, a giustificazione del ritardo - che, intervenuto lo smarrimento, ha provveduto alla trasmissione del documento 'non appena in possesso'".

L'accusa di aver violato il diritto di informazione e di accesso agli atti nasce dal fatto che questi sarebbero stati comunicati il 24 aprile, quando "erano perfettamente conosciuti dall'amministrazione comunale già dai primi giorni dell'anno. Con una nota acquisita il 18 gennaio scorso al numero 1996 di protocollo comunale, il segretario del collegio arbitrale - spiegano - ha trasmesso copia del dispositivo del lodo arbitrale (che riportava nel dettaglio le statuizioni di condanna) nonché copia integrale dell'ordinanza di liquidazione dei compensi spettanti agli arbitri ed al segretario del collegio; sicchè già da tale data il sindaco era in grado di fornire le informazioni richieste".

"Quanto accaduto - dichiara Raffaele Cesari, segretario cittadino del Pd - dimostra come trasparenza e rispetto delle regole non siano certo tra le priorità della classe dirigente che da anni amministra la città. La sensazione che se ne ricava, al contrario, è che la principale preoccupazione sia stata quella di rimuovere e sottrarre al dibattito politico una questione di rilevante interesse pubblico. Siamo convinti, invece, che trasparenza e rispetto delle regole siano beni essenziali della convivenza democratica e che soprattutto chi riveste il ruolo di guida politico amministrativa di una piccola comunità sia tenuto a dare il buon esempio. L'iniziativa assunta, al di là del fatto specifico che l'ha determinata, nasce dalla volontà di radicare e promuovere, nella nostra città, la cultura della trasparenza e del rispetto delle regole; affermare l'idea che entrambi sono valori fondamentali che dobbiamo custodire e difendere - conclude - se vogliamo evitare disfunzioni amministrative, opacità burocratiche, sotterfugi e furbizie" .

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