Domenica, 1 Agosto 2021
Politica

Il Convitto Palmieri come "attrattore culturale"? E intanto arrivano altri 8 milioni di euro

Per la tutela e la valorizzazione dello storico edificio e per l'abbazia di Cerrate(2,5 milioni), tutto denaro che giunge dai finanziamenti Poin e Pac, nell'ambito di uno stanziamento complessivo per la Puglia di 113 milioni da destinare alla cultura

LECCE – L’obiettivo è ambizioso: “Creare un polo culturale aperto che ancora al Sud non esiste, magari sull’esempio della Salaborsa di Bologna. Un polo culturale che parta dal concetto di biblioteca moderna, cioè un centro con sezioni per il cinema, il teatro, la musica o la gastronomia, e che sia gestito con un modello pubblico-privato. Del resto, come già abbiamo cominciato a fare con il Fai per il complesso di Cerrate”. 

Ma Simona Manca, vicepresidente della Provincia di Lecce e assessore alla Cultura, sulla scia dell’entusiasmo butta il sassolino nello stagno. Anche perché per la tutela e la valorizzazione del Convitto Palmieri sono in arrivo 8 milioni di euro e 2,5 milioni per l’abbazia di Cerrate, tutto denaro che giunge dai finanziamenti Poin e Pac, nell’ambito di uno stanziamento complessivo per la Puglia di 113 milioni da destinare ai cosiddetti "attrattori culturali”. 

“La Provincia di Lecce è  l’unica Provincia in Puglia a vedersi finanziati propri progetti, peraltro per l’intero importo richiesto, nel caso del Convitto il secondo in ordine di importanza sui 54 che otterranno questi benefici economici. Potremo fare così del Convitto Palmieri un autentico gioiello della cultura per tutta la Puglia”.

“Dal punto di vista squisitamente progettuale, in particolare per il Convitto, l’idea – aggiunge la vice presidente - è quella creare un polo culturale aperto che ancora al Sud non esiste, magari sull’esempio della Salaborsa di Bologna. Un polo culturale che parta dal concetto di biblioteca moderna, cioè un centro con sezioni per il cinema, il teatro, la musica o la gastronomia, e che sia gestito con un modello pubblico-privato. Del resto, come già abbiamo cominciato a fare con il Fai per il complesso di Cerrate.

“E’ un esempio efficacissimo - conclude Simona Manca - di lavoro concertato e condiviso tra le istituzioni finalmente per il bene della cultura, comparto su cui negli ultimi anni in Italia purtroppo si è riversata un’attenzione letteralmente mortificante. E quindi per il bene di tutto il territorio, visto l’indubbio ritorno in termini turistici e occupazionali”. 

Intanto la segreteria regionale del Partito Democratico esprime in una nota “grande apprezzamento per il lavoro svolto da Massimo Bray, ministro dei Beni e delle Attività culturali e del turismo. Un merito straordinario l'aver recuperato fondi comunitari - continua il comunicato - che rischiavano di andare definitivamente perduti. Da sempre convinti che il rilancio della nostra regione non passi solo dalle naturali bellezze paesaggistiche ma anche dalla nostra storia e cultura”.

Il ministero Beni e delle Attività culturali ha sbloccato i fondi relativi al Programma operativo interregionale (Poin), fermi dal 2012. Il risultato è particolarmente importante per l’ammontare dello stanziamento, pari a 372 milioni di euro, di cui 113 andranno a valore in Puglia finanziando 54 progetti.

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