Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

“Il decimo lavoratore della Samir è mio figlio”: scoppia la polemica sindacale

Il segretario Cisal, Vito Perrone rivendica la legittima assunzione a tempo indeterminato del figlio nel servizio di facchinaggio e portierato. "Non ho mai chiesto favori, dalla collega Uiltucs ricevo solo accuse offensive"

Vito Perrone della Cisal.

 

LECCE - Le dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dalla referente provinciale Uiltucs, Antonella Perrone a proposito dell’azienda Samir, impegnata nel servizio di pulizia, portierato e facchinaggio presso la Camera di commercio di Lecce ed un “decimo lavoratore”, a detta sua, inserito in un secondo momento negli elenchi del personale avente diritto al passaggio di cantiere, sullo stesso appalto, ottengono la risposta piccata del collega del sindacato Cisal, Vito Perrone. Il sindacalista non fa mistero sul nome del “discusso” lavoratore: si tratta di suo figlio. “Ma per il resto, la signora Perrone ha esternato solo una serie di falsità che intendo chiarire”.

Procedendo con ordine, Vito spiega che suo figlio ha iniziato a lavorare per “Samir” nel 2010, attraverso contratti di collaborazione continuativa, “sempre impiegato per il suddetto servizio presso la Camera di commercio e, talvolta, in sostituzione di altro personale presso la sede della prefettura locale”.

Un anno più tardi, “l’azienda ha ricevuto una visita degli ispettori dell’Inps che hanno riscontrato enormi anomalie sui contratti: la conseguenza è stata una sanzione pecuniaria pesantissima. Così, per evitare ulteriori contenziosi, il contratto di mio figlio è stato trasformato in un tempo indeterminato”. Un’operazione “legittima”, intende precisare Vito Perrone, “avvenuta nel gennaio 2012, quindi in tempi non sospetti e non all’ultimo minuto”.

Il compito di aggiungere il 10° nominativo nel passaggio di cantiere, secondo il referente Cisal, spettava a Samir sin da subito: “Se questa comunicazione è avvenuta in un secondo momento, l’errore non può intaccare il diritto maturato da un lavoratore”.

Il casus belli della polemica è riassunto in una frase “offensiva e strumentale che la signora Perrone ha utilizzato, quando parla di assunzione a titolo di cortesia”, aggiunge Vito che minaccia il ricorso ad azioni legali. “Durante la mia carriera non ho mai chiesto favori a nessuno, non capisco quindi l’accanimento nei confronti della mia persona e dei miei figli. – incalza il sindacalista Cisal – Sarebbe opportuno che la segreteria di Uiltucs si attivasse, invece, per chiedere alla Camera di commercio se è vero che, per il servizio in questione, è stato richiesto un abbattimento del 50 per cento sul monte ore del personale”. 

Ritornando al merito della vicenda sindacale, pare che la cooperativa che avrebbe dovuto ricevere il testimone da Samir, Opera P., abbia formalmente rinunciato all’incarico e che il consorzio capofila Romeo, abbia ottenuto una proroga fino a novembre. A questo punto, spiega il referente Cisal, per evitare il “solito giro di soldi tra appalti e subappalti, che poi finiscono in minima parte nelle tasche dei lavoratori, sarebbe meglio che la Camera di commercio bandisse un concorso pubblico per aggiudicare, di nuovo, la gestione del servizio”.

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