Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

"Il futuro non va a gas", mobilitazione contro il gasdotto. I lavori nel 2015

Mentre domani a Lecce è in programma il confronto tra governo, comunità locali e Tap, organizzato dalla Regione, Rifondazione comunista e i contrari all'opera aderiscono alla giornata di mobilitazione indetta dal Comitato No Tap presso le ex Cantelmo

LECCE -  Le ragioni per le quali il Comitato No tap si schiera contro il gasdotto del consorzio Shah Deniz che, secondo il progetto, approderà sulla spiaggia di San Foca, marina di Melendugno, sono ormai arcinote: “L’ opera non è strategica, è incompatibile con la vocazione del territorio e dannosa per le persone che ci vivono. Gli impatti non sono mitigabili o compensabili e non è quindi possibile nessun tipo di trattativa”.

E proprio mentre domani a Lecce è in programma il confronto tra governo, comunità locali e Tap, organizzato dalla Regione Puglia, Rifondazione comunista, ma non solo la politica, aderisce alla giornata di mobilitazione indetta dal Comitato No Tap indetta dalla 10 alle 12 presso lo student center delle ex Officine Cantelmo. Obiettivo: sostenere le ragioni di chi si oppone a quest'opera, “inutile dal punto di vista strategico e devastante dal punto di vista ambientale”.

Più nello specifico, la segreteria provinciale del partito ritiene che “il progetto Tap sia tanto impattante per tutto il territorio salentino, quanto uno spreco di denaro e di risorse, e che l'opera non potrà mai essere determinante per le politiche energetiche, sia nazionali che europee , in quanto trasporterà gas nel vecchio continente solo per il 2-3% del fabbisogno totale”. 

“Le associazioni e i cittadini – si legge in una nota del Comitato No Tap - manifestano ancora una volta la contrarietà alla realizzazione del gasdotto trans adriatico. Le ragioni dell’opposizione sono state motivate e argomentate all’interno di tutti i procedimenti previsti e corroborate dalle delibere di numerosi comuni in tutto il Salento e dalla mobilitazione spontanea di decine di migliaia di cittadini.

“L’ opera non è strategica aggiungono - è incompatibile con la vocazione del territorio e dannosa per le persone che ci vivono. Gli impatti non sono mitigabili o compensabili e non è quindi possibile nessun tipo di trattativa. Chiediamo che il governo nazionale e quello regionale prendano in seria considerazione le ragioni di un popolo e che queste ragioni vengano rispettate. Ci aspettiamo un altro futuro – concludono - e la nostra speranza non va a gas”.

La svolta, se così si può dire, o meglio, un altro passo avanti verso la realizzazione dell’opera, investimento 20 miliardi di euro, 6 miliardi di metri cubi di gas all’anno che viaggeranno sotto l’Adriatico dalla Turchia sulle coste salentine, con l’annuncio del ministro degli Esteri  Emma Bonino dello scorso 17 dicembre, e questo dopo il trattato bilaterale tra Italia, Grecia e Albania. Start ai lavori nel 2015.

Anche Salvatore Capone, parlamentare Pd, parteciperà all’incontro conclusivo della consultazione aperta sulla Tap organizzata dalla Regione a partire dalle 10, presso le Officine Cantelmo, con il coordinamento dell’assessore regionale Minervini e la presenza di Claudio De Vincenti, sottosegretario allo Sviluppo economico.

“Ritengo quanto mai importante la discussione che si svilupperà domani - scrive in una nota - perché, grazie proprio alla metodologia dell’Open Space Technology, consentirà a tutte le parti in causa, Governo nazionale incluso, di potersi confrontare contemporaneamente nella discussione.
Non è un caso d’altra parte che proprio il Governo - aggiunge - nel condividere con la Regione questa metodologia di ascolto, abbia voluto sottolineare come il metodo inaugurato in Puglia possa essere esteso in casi analoghi, per evitare che realizzazione di opere considerate di interesse nazionale avvenga nonostante e contro il parere dei territori, o non avvenga affatto”.

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