Lunedì, 2 Agosto 2021
Politica

Il grido d'allarme: "In grave pericolo gli ulivi monumentali della Puglia"

Le associazioni ambientaliste (Italia Nostra, Legambiente, Touring club italiano, Wwf) contro la proposta di modifica della legge regionale che tutela gli alberi, in discussione martedì nell'assemblea consigliare pugliese

LECCE - Le maggiori associazioni ambientaliste pugliesi esprimono preoccupazione per il tentativo di modificare la legge regionale di “Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali”. La proposta di modifica della legge 14 del 2007 consentirebbe la  deroga ai divieti di danneggiamento, abbattimento, espianto e commercio degli ulivi monumentali e la non applicazione delle prescrizioni previste dalle norme tecniche di attuazione (Nta) del piano urbanistico territoriale tematico per il paesaggio (Putt/P) nei casi di piani attuativi di strumenti urbanistici generali approvati prima del 4 giugno 2007, giorno di emanazione della vigente legge di tutela degli ulivi monumentali.

In sostanza, secondo quanto riportano Italia Nostra, Legambiente, Touring club italiano, Wwf, la proposta tenderebbe a snaturare i principi fondanti della stessa legge regionale che nel 2007 fu approvata all’unanimità, con lo scopo di tutelare gli oltre cinque milioni di ulivi secolari monumentali pugliesi, ancora oggi oggetto di espianto e commercio illegale. "Cosa più grave - sottolineano gli ambientalisti -, questa modifica ridurrebbe il paesaggio olivetato pugliese alla stregua dei territori costruiti, permettendo così la realizzazione di intere lottizzazioni in zone agricole, senza la necessità dell’ottenimento di alcun parere paesaggistico".

Le associazioni hanno già espresso la propria piena contrarietà durante le audizioni della quinta commissione consiliare, competente in materia di ambiente, assetto e utilizzazione del territorio, sostenendo le motivate opposizioni avanzate in quella sede anche dall’Arpa Puglia. Contrarietà inascoltata sia a destra che a sinistra, dato che la proposta di modifica è stata comunque approvata in commissione con voti bipartisan: favorevoli i consiglieri Pentassuglia, Zullo, Camporeale, Iurlaro, Congedo, Longo, Mazza, Pastore e Palese; contrari solo Cervellera, Epifani, Laddomada, Ventricelli.

In un assordante silenzio generale, il 5 marzo prossimo, la proposta di modifica arriva in consiglio regionale rischiando così di diventare legge. Per gli ambientalisti, si tratta di un "gravissimo e ingiustificabile colpo basso della politica, inquadrata in entrambi gli schieramenti, a danno della tutela del più importante patrimonio di natura e paesaggio della Puglia": "Non si comprendono - ammettono - le reali motivazioni che giustificano la modifica della legge regionale 14 del 2007. Esistono già soluzioni alternative che permettono ai piani attuativi di strumenti urbanistici antecedenti alla legge del 2007 di essere realizzati: ove strettamente necessario, per le aree di espansione urbana, basterebbe modificarli e renderli coerenti ed integrati alle peculiarità paesaggistiche del territorio pugliese".

"Inoltre - aggiungono -, anche lo strumento della variante ai piani e progetti già esiste, è legittimo e consentirebbe di contemperare la tutela e valorizzazione degli ulivi monumentali con l’edilizia di qualità". Per questo, le associazioni ambientaliste auspicano un cambio di rotta in consiglio regionale e l’abbandono di questa proposta, nel rispetto dei pugliesi, del mondo agricolo, degli operatori turistici, delle generazioni future anche di quelle passate che hanno consegnato un paesaggio unico e irripetibile, rimasto intatto nei millenni fino ad oggi.

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