Il mare come opportunità di crescita: nasce il protocollo d’intesa Marine

Il progetto prevede la costruzione di una rete pugliese per promuove la cosiddetta "crescita blu" in chiave di sostenibilità ambientale

L'incontro a Lecce

LECCE – E’ stato firmato oggi a Lecce, presso l’open space di piazza Sant’Oronzo, un protocollo d’intesa per dare sviluppo all’economia blu, cioè a quel complesso di potenzialità e risorse che nascono dal mare. Il progetto si chiama Marine e la finalità è quella di creare una rete pugliese interdisciplinare, e multi settoriale, per l’innovazione tecnologica, la ricerca scientifica e lo sviluppo dei servizi marini e marittimi. Il protocollo ha per protagonisti la Regione Puglia, il Comune di Lecce, importanti centri di ricerca e aziende che fanno squadra e danno vita a un patto che apre la strada a una nuova visione dell’economia del territorio, proiettandosi nel cuore dell’Europa.

All’incontro, organizzato questa mattina, hanno partecipato diversi esponenti delle istituzioni locali: per la Regione Puglia è intervenuto Claudio Polignano , funzionario del dipartimento di Sviluppo economico; per il Comune di Lecce erano presenti Raffaele Parlangeli, dirigente settore programmazione strategica ed il vicesindaco Gaetano Messuti; per l’università del Salento il prorettore Domenico Fazio, il professore Ferdinando Boero e Angelo Corallo del dipartimento di ingegneria dell’innovazione; poi ancora Nadia Pinardi della Fondazione Cmcc; Francesco Pacella del Gac Adriatico Salentino; Giancarlo Negro di Links; Giovanni Sylos Labini di Planetek e Giampaolo Buonfiglio di Unimar.

“Il mare – hanno spiegato gli organizzatori – è al centro della crescita sostenibile del territorio. Si tratta di una risorsa ambientale ed economica su cui puntare, creando una fitta rete tra istituzioni, mondo della ricerca e imprese. Mentre l’Europa scommette sulla crescita blu (blue growth) e sulla conseguente creazione di nuove opportunità di lavoro, la Puglia e Lecce rispondono con un’iniziativa altamente innovativa per creare le migliori condizioni possibili, per fare in modo che il mare possa essere vissuto dalla comunità come una risorsa socio-economica, nel rispetto della sostenibilità”.

“Il Comune partecipa al progetto perché lo ritiene un’importante possibilità per riqualificare le marine che sono ricche di potenzialità inespresse: esistono chilometri di fascia costiera che aspettano solo di essere migliorati e di conoscere una nuova fase di sviluppo e crescita, nel pieno rispetto dei criteri di sostenibilità”, ha spiegato Gaetano Messuti.

“La crescita blu è un tema di grande interesse anche a livello comunitario – ha aggiunto Polignano – e questo protocollo si presenta come una scelta intelligente, utile sia per attrarre nuovi finanziamenti, sia per intercettare i fondi comunitari. Attraverso la valorizzazione della fascia costiera si può dare una spinta allo sviluppo della Puglia ed esistono già due programmi funzionali a questo scopo: il primo operativo di carattere regionale; il secondo basato sulla cooperazione internazionale”.

“Il mare è una risorsa fondamentale per l’economia mondiale ed è necessario trovare una collaborazione tra il mondo della ricerca e le imprese – ha spiegato Nadia Pinardi -. La crescita blu si fonda su tre componenti: lo sviluppo dei settori dell’economia marina con alto potenziale di crescita e posti di lavoro; la conoscenza del mare per rafforzare la sostenibilità delle attività; lo sviluppo di strategie”.

La referente di Cmcc, il Centro euro mediterraneo sui cambiamenti climatici, ha definito Merine la risposta regionale alla crescita blu: “A livello comunitario esiste, invece, Marine knowledge 2020, uno strumento che rende disponibili su larga scala i dati ambientali marini, favorendone la fruizione da parte di tutti gli attori interessati: quindi industrie, autorità pubbliche e mondo della ricerca”.

L’università del Salento riveste, all’interno di questo progetto, un ruolo chiave tanto che la sua adesione verrà formalizzata a breve, dopo il necessario passaggio per l’approvazione da parte del senato accademico e del Cda, come ha puntualizzato il prorettore. E’ stato il docente di scienze Biologiche ed ambientali, Ferdinando Boero, a precisare il ruolo della ricerca scientifica: “Unisalento è leader in Italia nel campo delle scienze marine ed è ben inserita in network internazionali che si occupano delle stazioni marine e degli ecosistemi.

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Sul versante della didattica è attivo un corso di laurea, unico nel suo genere, interamente in inglese, denominato Coastal and marine biology and ecology. Unisalento collabora anche con le imprese per insegnare loro come mitigare l’impatto delle tecnologie sul sistema marino: tra queste vi sono pubbliche amministrazioni, Eni, Tap, Acquedotto pugliese, cooperative di pescatori e via dicendo”. “La conoscenza accurata del patrimonio marino non può che essere, infatti, la premessa per sviluppare qualunque progetto imprenditoriale”, ha concluso Boero.

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