Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica

Università, il ministro Profumo: "Portiamo la ricerca ai livelli europei"

L'esponente del governo ha incontrato nel capoluogo salentino i rettori di Puglia, Basilicata e Molise. Sul concorso nazionale per l'abilitazione dei ricercatori ha dichiarato: "Spero si possa fare entro primavera"

Il ministro Francesco Profumo e il rettore Domenico Laforgia

LECCE - Che sia l'esponente di un governo "tecnico" lo si capisce dai modi, dai toni. Nessun accenno a responsabilità politiche di esecutivi differenti. Dal punto di vista della comunicazione politica, una novità (anche perchè - va detto - non è il caso di indisporre i voti della trasversale maggioranza parlamentare). Francesco Profumo, ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca è stato a Lecce, dopo alcune tappe in altre località della regione, per un incontro con i rettori di Puglia, Basilicata e Molise. Un tavolo a porte chiuse propedeutico alla Conferenza nazionale dei rettori, in programma venerdì.

Stretto riserbo sui dettagli delle nuove politiche universitarie - che saranno illustrati dopodomani -, ampi accenni invece ai temi generali ed anche una diplomatica quanto elusiva risposta quando gli viene chiesto cosa il governo intenda fare per ridimensionare il potere di una casta tra le più potenti del Paese, quella dei "baroni" universitari. Prioritario, per il ministro, un innalzamento del livello della ricerca degli atenei italiani alla media europea, da realizzare nel medio periodo, corrispondente a quello dell'ottavo programma quadro, per il quale verranno sborsati da mamma Europa 80 miliardi di euro. Come farlo, questo salto di qualità, resta da capirlo. Sicuramente partendo da un più ottimale utilizzo delle risorse comunitarie, ambito nel quale l'Italia è praticamente in coda alla graduatoria continentale.

Altro tema particolarmente sentito, quello dei fondi di finanziamento ordinario, per i quali c'è stata grande conflittualità tra gli atenei e la precedente titolare del dicastero, Maria Stella Gelmini. Profumo, quanto al 2012, ha precisato di voler discutere con le università prima di chiudere le tabelle e stabilire le somme spettanti, mentre sulla questione del concorso per l'abilitazione alla ricerca ha auspicato l'espletamento della prima fase, quella nazonale, entro la primavera per poi avviare le procedure per la chiamata diretta su base territoriale. 

Più in generale - e lo ha detto lo stesso ministro - l'intendimento del governo è quello di dare stabilità e punti di riferimento ad un sistema, pensato come filiera e non a compartimenti stagni, che negli ultimi anni ha subito una serie di riforme e modifiche che non ha avuto nemmeno il tempo di metabolizzare. E nel quale gli atenei meridionali potrebbero avere tutte le carte in regola per attrarre studenti anche dal Nord, invertendo quel flusso storico che ha svuotato di intelligenze le regioni del Sud.

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