Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

“Il mio voto va rispettato”. Appello del comitato “Acqua bene comune”

Ad un anno dall'esito del referendum popolare sulle risorse idriche, sorprende il "caso" Puglia, dopo le dichiarazioni di apertura ai privati del presidente Vendola. Un documento di appello alla Regione per il rispetto del voto

LECCE - Ad un anno dal referendum sull’acqua e su altre questioni come il nucleare e la giustizia, con la partecipazione popolare di massa di 27 milioni di elettori, che si sono espressi sulle materie, oggetto di voto, il comitato “Acqua bene comune”, insieme a tutti quei movimenti per l’acqua che confluiti nel Forum italiano, chiedono ragione dell’attuazione di quanto espresso dai cittadini sui quesiti referendari.

In particolare, in Puglia, il comitato scrive una lettera-appello a tutti i consiglieri regionali e al presidente dell’assise, al governatore e alla sua giunta, in merito alla legge per la privatizzazione dei servizi pubblici locale: “Nei giorni scorsi – si legge - il presidente della giunta regionale pugliese, (Nichi Vendola, ndr) con inattese e sorprendenti  dichiarazioni a mezzo stampa, che hanno suscitato clamore anche a livello nazionale, ha comunicato di accingersi a presentare in consiglio regionale un disegno di legge che porti alla ‘cessazione delle municipalizzate e all’apertura del mercato ai privati’ nei servizi pubblici locali”.

Dal comitato sottolineano come gli argomenti addotti dal presidente Vendola siano cosi strettamente coincidenti con quelli proclamati dai privatizzatori nel corso della recente campagna referendaria, da “rendere sbigottiti i 27 milioni di elettori che si sono espressi per il Si al referendum”: “Per questo ci appelliamo a voi che – spiegano -, in qualità di legislatori della nostra regione, avete la responsabilità di tradurre in atti legislativi la volontà popolare così chiaramente espressa con il voto referendario anche nella nostra regione, affinché sia scongiurato qualsiasi sovvertimento del referendum e sia liberata la Regione Puglia dalla rapacità di una finanza che sta portando il mondo verso il disastro economico e sociale”.

Il comitato chiede, dunque, rispetto per il voto e sollecita il consiglio affinché si adoperi per approvare una legge che “senza i marchiani errori contenuti in quella abrogata dalla Corte costituzionale, porti finalmente alla ripubblicizzazione dell'Aqp invocata dai cittadini pugliesi, e alla difesa dei servizi pubblici locali e dei Beni comuni dalle privatizzazioni”. “Perché – concludono dal comitato - si scrive acqua e si legge Democrazia”.

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