Domenica, 25 Luglio 2021
Politica

Il nodo ipermercati al pettine del centrosinistra

No del Consiglio di Stato al megaparco di Galatina. Il blocco fino al 2008, ma Frisullo pensa a due tipi concessione. Rotundo contrario agli ipermercati. Ed il Pdci galatinese propone un'alternativa

Sulla questione ipermercati non sembra esservi una visione del tutto concordante a sinistra. Nei giorni scorsi, com'è noto, è arrivato il pronunciamento da parte del Consiglio di Stato che sancisce la non fattibilità del Megaparco commerciale in località Cascioni, a Galatina. Il vicepresidente della Regione, Sandro Frisullo, ha già in serbo un progetto per una nuova legge che dovrebbe essere attuata nei primi mesi del 2008 e che prevede il rilascio di due specifiche autorizzazioni. La prima riguarda strutture di media entità per la vendita di abbigliamento ed accessori; l'altra, per la creazione di più grandi magazzini dedicati alla distribuzione di generi alimentari. "Food" e "Non-food", si dice in gergo tecnico, per chi mastica inglesismi. Ma più di qualcuno ipotizza che questo sistema possa consentire di aggirare l'ostacolo, permettendo alle diverse strutture di accorparsi e di creare, di fatto, dei nuovi mega-agglomerati che fagociterebbero le piccole imprese, la cui sopravvivenza è già messa a dura prova da diversi anni.

In realtà, se in Regione si pensa in un modo e si punta a 'sbloccare il blocco' ad inizio del nuovo anno, da più parti della sinistra il "niet" sembra categorico. Subito dopo la sentenza del Consiglio, il leader della minoranza di Palazzo Carafa, Antonio Rotundo, s'è pronunciato in modo netto contro gli ipermercati. "La sentenza del Consiglio di Stato che boccia in modo definitivo il progetto di costruzione del Megaparco di Galatina - ha dichiarato - rappresenta il riconoscimento di quanti si sono battuti, sin dall'inizio di questa vicenda, contro l'insediamento sul territorio provinciale di un altro grande ipermercato (il quarto nel raggio di 20 chilometri) che avrebbe avuto come immediata e inevitabile conseguenza quella di distruggere l'economia commerciale della nostra zona rappresentata essenzialmente da un reticolo di piccole, piccolissime e medie aziende, già oggi in preoccupante e grave crisi per la riduzione drastica del consumi".

"D'altro canto era evidente che si era davanti ad una forzatura molto grave delle norme e delle procedure previste dalla legge - spiega ancora Rotundo -, forzatura operata dal precedente governo regionale con atti adottati persino pochi giorni prima delle elezioni del 2005 ed in stretto accordo con il governo cittadino di Galatina dello stesso colore politico, che per tale scopo ha operato apposite e discutibilissime varianti al Piano regolatore. Un vero e proprio colpo di mano consumato sulla testa degli interessi del territorio salentino che, grazie alla battaglia dei piccoli commercianti e dei Ds in particolare, si è potuto cancellare con l'importante sentenza del Consiglio di Stato".

Dino Santoro, segretario del Pdci di Galatina, a sua volta ricorda come "il pronunciamento da parte del Consiglio di Stato venga accolto con soddisfazione dai Comunisti italiani galatinesi. Il nostro partito è stato da sempre contrario alla nuova installazione di grandi strutture di questo tipo, in un territorio chi già ne presenta troppe, con possibile grave pregiudizio della sopravvivenza delle piccole aziende commerciali, nonché della stessa vita sociale delle cittadine vicine, che nei giorni del fine settimana tendono a svuotarsi, fungendo i grandi centri commerciali da polo attrattivo nei confronti di gran parte dei cittadini".

"A nostro avviso, poi, tali attività sono foriere di un tipo di sviluppo virtuale e fallace - prosegue Santoro -, generando un gran numero di posti di lavoro di tipo non stabile, con conseguente debolezza dei lavoratori nelle possibilità di far valere i propri diritti, e, di fatto, provocando un flusso di denaro dal territorio in cui la struttura insiste verso l'esterno, nelle casse delle società proprietarie, con ricaduta praticamente inesistente sulla comunità locale. E' sottointeso che il diniego da parte del Consiglio di Stato che una grande struttura commerciale venga realizzata nel nostro territorio, perché in esubero secondo il giudizio della Regione, deve comportare che una struttura analoga non debba essere realizzata in nessun territorio limitrofo".


Dal canto proprio, il Pdci rilancia una proposta, per Galatina: "Noi proponiamo quello che, parafrasando il così di moda "albergo diffuso", chiameremo del "megaparco diffuso". Ossia la presenza articolata ed assistita di piccole attività commerciali ed artigianali, con particolare attenzione alla tradizione e ai prodotti tipici locali, che diffusa appunto nel centro cittadino, ed in particolare nel centro storico, possa fungere da attrattiva commerciale varia ed esauriente nei confronti di concittadini e cittadini dei paesi vicini, nonché dei turisti. Chiaramente una organizzazione di questo tipo non può prescindere da un forte impegno di coordinamento e di incentivazione, quindi anche economico, da parte della amministrazione comunale".

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