“Il Pd non mi rappresenta più”. Bentivoglio si dimette e aderisce ad Articolo 1

La decisione dopo l’ultimo direttivo del Pd di Gallipoli. “Scelta politica, Renzi ha svilito il partito”. Confermato l’appoggio a Minerva

GALLIPOLI – Ad un anno esatto dalla sua elezione in qualità di coordinatrice cittadina del Pd gallipolino nel congresso straordinario convocato per ridisegnare la reggenza del partito, Antonella Bentivoglio lascia l’incarico. E leva le tende anche dal Pd.  Non sbatte la porta la ex coordinatrice gallipolina, non è il suo stile, ma dopo quella che lei stessa descrive come “una lunga e sofferta riflessione, dovuta all’evoluzione interna al Pd”, ha maturato la convinzione che non vi possano più essere le condizioni politiche per continuare l’impegno in una formazione politica dalla quale non si sente più rappresentata. Una scelta politica radicata nell’alveo delle dinamiche nazionali e che non avrà, almeno per ora, ripercussioni sull’appoggio in blocco della stessa Bentivoglio, ma anche del Pd gallipolino alle sorti del governo cittadino guidato dal sindaco Stefano Minerva. Nell’ultimo direttivo cittadino di giovedì scorso in casa del Partito Democratico di Gallipoli, la ormai ex coordinatrice ha formalizzato la sua decisione, maturata da tempo, ma poi congelata nell’attesa e nella speranza che la nuova genesi del Pd nazionale nella mani di Matteo Renzi potesse dare i segnali di cambiamento e la “risvolta” a sinistra che la Bentivoglio si attendeva. Nulla di tutto questo e la guida rosa del Pd di Gallipoli ha deciso di cambiare aria. Annunciando anche la sua convergenza verso Art.1- Movimento Democratico e Progressista, spostandosi quindi verso l’ala sinistra del Pd ravvivata da Enrico Rossi e Roberto Speranza. Una decisione quella di Antonella Bentivoglio già accolta con favore dal consigliere regionale Ernesto Abaterusso e dall’egida provinciale di bersaniani ed dalemiani.        

“Dopo una lunga e sofferta riflessione, dovuta all’evoluzione interna al Partito Democratico, ho maturato la convinzione che non vi possano più essere le condizioni politiche per continuare il mio impegno in una formazione politica dalla quale non mi sento rappresentata” scrive in un dettagliata nota la Bentivoglio, “il Pd di Renzi ha svilito i valori fondanti la storia della sinistra, cui mi sento di appartenere, in nome di politiche neoliberali capaci solo di allargare la forbice delle diseguaglianze sociali e di creare nuove sacche di povertà. Il disegno dei poteri forti, che hanno guidato la segreteria nazionale in questi ultimi anni, di sradicare la sinistra per consegnare definitivamente il Paese nelle mani del centrodestra, è giunto a compimento. Viviamo una crisi democratica dovuta proprio all’assenza di quella importante parte politica che fin dal dopoguerra, con coraggio e responsabilità, ha contribuito a ridare speranza e futuro ad un  popolo devastato da anni di autoritarismo e conflitto militare. La sinistra, con i suoi valori incarnati nella solidarietà, nell’uguaglianza, nella giustizia sociale, nella difesa degli oppressi, nel lavoro. Il lavoro, la cui riforma ha fatto regredire nei suoi diritti. Il jobs act ha aumentato la precarietà offendendo la dignità dei giovani. Ma è mai possibile che un governo non si renda conto che un Paese che mortifica i ragazzi è un Paese che non può avere futuro?”

“Storicamente i periodi di crisi hanno visto l’affermazione dei populismi, e in questa fase, piuttosto delicata, la minaccia più grande è rappresentata dall’avanzare delle destre estreme” si legge ancora nel documento di congedo dal Pd dell’ex coordinatrice cittadina, “per fronteggiare tale rischio si rende necessaria un’organizzazione della sinistra che faccia da argine al reale pericolo cui si va incontro, e che assuma su di sé la responsabilità di quelle fasce sociali rimaste prive di rappresentanza e depredate dei propri diritti. Per queste ragioni lascio il partito democratico e intraprendo un percorso che per sua stessa natura mi porta verso casa, in direzione di Art.1-Movimento Democratico e Progressista, il nuovo soggetto politico costituitosi attorno alla centralità del lavoro, e che spontaneamente cresce a testimonianza del grave disagio morale, culturale e politico in cui versa la società. È lo spazio politico della sinistra che si riappropria dei suoi temi per riaffermare la dignità dell’uomo e i diritti che la garantiscono”.

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Una scelta personale e per ora senza nessuna ripercussione diretta sugli equilibri del Pd e dell’amministrazione comunale in carica alla quale la stessa Bentivoglio ha rinnovato fiducia e sostegno. “Al Pd locale, che per un anno ho guidato con serietà e dedizione, affiancata dal sindaco e dai rappresentanti del partito nell’assise consiliare, auguro buon lavoro, così come all’amministrazione” conclude l’ex coordinatrice, “e un particolare augurio voglio rivolgerlo a Stefano Minerva, che ho fortemente sostenuto e con cui ho avuto un confronto franco e propositivo in assoluto e reciproco rispetto dei ruoli. Il mio auspicio è che egli possa esprimere sempre al meglio la sua capacità di mettersi al servizio della città, nella prospettiva di un proficuo lavoro nell’interesse della collettività che è chiamato ad amministrare”. Lo stesso sindaco Minerva, stimolato dal confronto e dal dibattito critico all’interno del Pd cittadino, e su un ventilato rimpasto della giunta, ha per ora concesso altri sei mesi ai suoi assessori per garantire un immediato e concertato rilancio amministrativo. Si vedrà.

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