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Il Pd ufficializza il sì alle primarie. Ora i candidati

Consultazione in autunno, il Pd con un suo candidato. L'obiettivo è interpretare la voglia di cambiamento della società, ribadita nelle elezioni di maggio, ma anche non rompere il dialogo con l'Udc

Fabrizio Marra e Antonio Rotundo.

LECCE - Il vento delle primarie soffia sul capoluogo barocco. Dopo la conversione del Pdl allo strumento che dal 2005 aveva ben impresso il marchio del centrosinistra, è probabile (ma non certo) che gli elettori leccesi siano chiamati in autunno per la consultazione che consentirà di selezionare il candidato sindaco per le amministrative di primavera. Sia a destra che a sinistra. Il centro, invece, sembra intenzionato a saltare il primo giro anche perché il Terzo polo ha una dimensione al momento ancora tutta da definire sebbene i bene informati parlino già di un candidato in pectore.

Dopo l'annuncio del sindaco di Perrone che con le primarie vuole portare allo scoperto tutti i suoi oppositori interni (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=28082), oggi anche il Pd in versione cittadina ha ufficializzato ai microfoni il fatidico sì alle primarie. All'ora di pranzo, Fabrizio Marra (segretario cittadino) e Antonio Rotundo (leader dell'opposizione) hanno convocato la stampa. Con loro i consiglieri comunali Antonio Torricelli, Angelamaria Spagnolo e Paola Povero e, per i Giovani democratici, Diego Dantes. La ratifica di oggi, in realtà, è un fatto che l'elettorato progressista dà per scontato anche se, sistematicamente, si ritrova alle prese con ostracismi e strabismi difficili da spiegare. Tanto che la Povero, esponente leccese dell'area che fa riferimento a Michele Emiliano, ha esordito nel suo intervento con un eloquente "meglio tardi che mai".

"Le primarie sono la regola alla quale si potrebbe derogare solo nel caso si individuasse una personalità in grado di raccogliere un gradimento più o meno unanime" da parte delle segreterie e della base del centrosinistra, ha precisato il segretario citaddino. Un'ipotesi che pare di scuola, al momento, dato che un candidato c'è già, ed è Carlo Salvemini, sul quale non è mistero che una parte del Pd non voglia convergere. Anche perché l'ex dirigente è uscito dal partito proprio in occasione delle scorse primarie, preferendo appoggiare Vendola nella corsa contro l'uomo ufficiale del Pd, Francesco Boccia.

A breve si insidierà una commissione per le primarie, ha garantito Marra, che stabilirà una bozza di regolamento per lo svolgimento della consultazione e delle linee guida che saranno sottoposte al vaglio delle altre forze del centrosinistra. Al riguardo, sempre Paola Povero, ha espresso l'auspicio che si possa allargare il discorso, sin da subito e cioè nella redazione delle regole, anche alle associazioni e ai movimenti che gravitano nell'orbita della coalizione, perché altrimenti "con un'operazione chiusa, non si va da nessuna parte".

Del resto, lo ha detto Antonio Rotundo, "sarebbe intollerabile non assumere la spinta al cambiamento che è stata manifestata in maniera chiara nelle recenti amministrative". Partiamo dalla società - è l'invito del leader della minoranza a Palazzo Carafa - per dimostrare che esiste un'alternativa credibile alla crisi delle destre".

Il bilancio politico dell'incontro odierno è che si conviene sull'idea che il candidato del centrosinistra verrà individuato con il modello del 2007, quando si confrontarono cinque candidati organici allo schieramento. Anche perché l'Udc, con il suo perentorio "Niet" alle primarie, si è di fatto chiamato fuori. Ma se la porta viene chiusa allo (o dallo) scudocrociato, resta aperta la finestra. Lo hanno riconosciuto gli stessi dirigenti cittadini del Pd sottolineando che il candidato vincitore delle primarie riceverà il mandato ad allargare il perimetro iniziale della coalizione. "Perché - sono parole di Marra - l'obiettivo è vincere e ridare a questa città un governo di centrosinistra che manca da troppo tempo (Salvemini padre, Ndr)". Per questo proseguirà lontano dai riflettori il dialogo con l'Udc.

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