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Il pressing di Adriana Poli: "Forza Italia cincischia ed è tardi per le primarie"

Dall’ufficio di presidenza di Fdi-An dito contro i rinvii dei forzisti. E la lady di ferro non vede nemmeno bene Schittulli e Nunziante gettati nel calderone dell'agone. Ma ovviamente i pareri dall'altra pare sono diversi. Mazzei e Marti seguono la linea Fitto: primarie per avvicinare il popolo

LECCE – Centrodestra sull’orlo di una crisi di nervi. Il giorno dopo il gran rifiuto di Raffaele Fitto al cospetto dei vertici di Forza Italia, ai quali ha urlato primarie o morte, dalla sponda Fratelli d’Italia il pressing inizia a farsi asfissiante. “Tempo scaduto per le primarie”, sbotta oggi Adriana Poli Bortone dell’ufficio di presidenza di Fdi-An. Brutta storia. Mentre alle urne della sinistra è spuntato ormai da settimane il nome di Michele Emiliano alla corsa per il posto numero uno in Regione, in the other side la faccenda continua a essere nebulosa, lasciando l’elettorato sulle spine.

“Fratelli d’Italia ha sempre avuto come metodo di selezione quello delle primarie – tiene oggi a sottolineare l’ex sindaco di Lecce -, ma a causa dei ritardi e dei rinvii di Forza Italia, siamo arrivati a un punto in cui non si può più indugiare”. Insomma, dito puntato contro, senza mezzi termini. “Oltretutto le primarie non si possono tenere con personalità di rilievo come Francesco Schittulli, e se fosse disponibile, Antonio Nunziante, che non possono essere gettati nell’agone”.

Insomma, la lady di ferro non vede bene il noto chirurgo e il prefetto di Bari sfidarsi a una tornata. “Forza Italia – aggiunge ancora - da diversi mesi sta vivendo un travaglio non ancora risolto, ma non può essere l’escamotage di eventuali primarie, da tenersi entro febbraio, a risolvere i problemi del partito. Ritengo – e qui conclude - che la destra abbia necessità di ritrovare uno spazio politico tutto suo, libero da vincoli che potrebbero vanificare l’azione politica di Fratelli d’Italia–An”. Venti di guerra intestini?

Una cosa è certa, in Forza Italia pugliese non è solo l’ex ministro di Maglie a chiedere a gran voce il conforto della piazza. Negli ultimi giorni anche altri esponenti hanno ribadito questa necessità. Il consigliere regionale Luigi Mazzei, ad esempio, ha detto chiaro e tondo di augurarsi “che non si sacrifichi il nostro popolo e la nostra Regione sull’altare di diatribe nazionali e per una sudditanza inspiegabile a Matteo Renzi”.

“Le primarie sono utili a vincere e la Puglia merita di uscire dal buio di questi ultimi dieci anni di centrosinistra”, quindi, secondo il Mazzei pensiero. “Non si può subordinare un’intera popolazione regionale e i suoi bisogni a logiche politiche ormai superate: le scelte che escludono i cittadini dalla partecipazione attiva hanno fallito”.

Anche il parlamentare forzista Roberto Marti, a margine dei comizi tenuti da Fitto venerdì ad Andria, sabato a Brindisi e domenica a Maglie, aveva sottolineato come il popolo avesse battuto le mani davanti alla “richiesta di primarie e legittimazione dal basso”. In fin dei conti, e Marti lo sa bene, il problema è l’allontanamento dei cittadini dalla politica, un astio trasversale, che investe ogni partito, ogni movimento, ogni singolo esponente.

Ecco perché la necessità di ribadire che “il centrodestra esiste tra la gente che ha grande voglia di cambiare passo, di dire basta al governo delle tasse. Quindi, riportiamo al centro delle decisioni la nostra gente, lasciamo a loro e solo al loro la scelta del nostro candidato a presidente della Regione con le primarie”. Insomma, se per Adriana Poli si è accumulato ormai troppo ritardo, per Marti è tutt’altro: “Ha ragione Raffaele Fitto: non è tardi per vincere”. 

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