Domenica, 25 Luglio 2021
Politica

“Il rettore di tutti”. L’appello dei sindacati ad un voto di cambiamento

A pochi giorni dall'elezione del successore di Laforgia, Uil/Rua e Flc Cgil avvisano che i contrasti non si sono attenuati durante la campagna elettorale. E invitano gli elettori ad una scelta "ragionata" per il bene dell'ateneo

I candidati alla carica di rettore: da destra Laudizi, zara e, da ultimo, Carducci.

LECCE - Il 9 luglio si voterà per eleggere la nuova guida dell’università del Salento: un evento atteso dai sindacati con la speranza di segnare una svolta rispetto ad un recente passato segnato da veleni e contrasti.

 “Auspichiamo che, con il cambio del rettore, si possa transitare verso una nuova fase in cui siano bandite sia la logica degli amici/nemici che è risultata letale in questi anni per la civile convivenza all'interno dell'istituzione, sia quel sistema di potere che, costruito su una fitta rete di interessi, favori e benefici, e caratterizzatosi per la scarsa trasparenza, ha di fatto disgregato la comunità accademica ed il prestigio dell'ateneo”, spiegano i sindacalisti di Flc Cgil e Uil/Rua. “Ognuno auspicava che almeno la campagna elettorale si potesse svolgere in un clima di serenità e di civile confronto” aggiungono i sindacati che scaricano la responsabilità politica, ieri come oggi, sulle spalle del rettore uscente, Domenico Laforgia.  

Anche l'ultima assemblea tenuta dai tre candidati, Giovanni Laudizi, Michele Carducci e Vincenzo Zara sarebbe stata la testimonianza di come “il vecchio gruppo di potere non si voglia staccare dai privilegi di cui ha goduto in tutti questi anni”. Il compito che attende il nuovo rettore, a detta dei due sindacati, sarà quello di rimuovere tutte le incrostazioni in cui è stato costretto l’ateneo e di ripristinare un clima di democrazia e di libertà: condizione necessaria per lo sviluppo di un’offerta formativa di qualità.  Il risultato auspicato alle urne è quello di eleggere il “rettore di tutti”, ridefinito come un “primus inter pares” che condivide le scelte con la propria comunità accademica .

“Ed è per questo che avremmo voluto che tutti i candidati, non solo teoricamente ma concretamente, avessero dimostrato di essere estranei a quel sistema di potere – proseguono le sigle sindacali - ; avremmo immaginato che ne prendessero concretamente le distanze, non come mero esercizio di stile incentrato soltanto sui concetti astratti di continuità e discontinuità, ma come autentica testimonianza della garanzia che quell'era sia davvero finita”.  I veleni e il livello di scontro che avrebbero caratterizzato anche la recente campagna elettorale “danno la netta sensazione che quel sistema voglia assolutamente riprodursi nelle vesti di qualche candidato”.

Un timore assale i sindacalisti: “Che questo orrendo fardello possa caricarsi sulle spalle di qualcuno, fino a schiacciarlo inesorabilmente, nonostante i suoi eventuali sforzi per resistervi”. Ed è per questo motivo che Flc Cgil e Uil/Rua hanno lanciato la proposta di una corresponsabilizzazione di tutti e tre i candidati, “nel tentativo di emarginare quel sistema e i suoi fautori”. Un’idea che, però, non sarebbe stata accolta da tutti i candidati, mentre persisterebbe ancora elementi di “ambiguità”. Queste considerazioni spingono i sindacati a rivolgere a tutti gli elettori un accorato appello per un “voto di cambiamento” e per la scelta di un programma il cui metodo possa influenzare positivamente la vita della comunità per i prossimi 6 anni.


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