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Meno fondi dal ministero: il rettore paventa ripercussioni sui dipartimenti

L'Anvur ha collocato l'Università del Salento al 62esimo posto. Il tasso di conferimento dei prodotti della ricerca è stato inferiore alla media

Il rettore, Vincenzo Zara.

LECCE – Per il rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara, la protesta di una parte del corpo docente dell’ateneo contro la valutazione della qualità della ricerca (Vqr) condotta dalla competente agenzia nazionale ha condizionato molto la collocazione nelle ultime posizioni della classifica che poi determina la ripartizione della parte premiale del fondo di finanziamento ordinario del ministero, pari a 1,4 miliardi di euro. E non è escluso che a pagare dazio siano poi i dipartimenti che più di altri hanno “boicottato” la valutazione che si riferiva al triennio 2011-2014.

L’università salentina si è posizionata infatti al 62esimo posto su 66: su questo dato ha certamente influito il tasso di conferimento dei prodotti della ricerca che è stato dell’85,3 per cento, inferiore alla media nazionale del 93,8.

“Ci aspettavamo di subire un impatto negativo sul principale indicatore della quantità e qualità della ricerca, Iras 1, - ha commentato il rettore Vincenzo Zara - dal momento che l’azione di protesta contro l’ultima Vqr da parte di alcuni docenti ha fatto sì che il nostro ateneo si collocasse al penultimo posto in termini di tassi di conferimento dei prodotti, con un m meno 9% circa rispetto alla media nazionale. Secondo le nostre prime stime, in presenza di conferimenti in linea con la media nazionale, il nostro ateneo si sarebbe assestato attorno al  meno 6% anziché al meno 14% sulla base della differenza tra peso secondo indicatore Iras1 e scala dimensionale, posizionandosi attorno alla 48ma posizione”.

Sugli altri indicatori, la performance è stata migliore: per esempio l’ateneo registra un 12mo posto a livello nazionale per Iras3 (indicatore relativo ai finanziamenti competitivi nazionali e internazionali per la ricerca) e un 33mo posto per Iras4 (indicatore riguardante studenti di dottorato, assegnisti di ricerca e borsisti post-doc). Per l’indicatore Iras2, riferito alla qualità dei prodotti relativi ai soli nuovi reclutati o incardinati a fascia o ruolo superiore, l’Università del Salento si posiziona in 48ma posizione. La quota premiale del fondo di finanziamento ordinario che giungerà alle università italiane dipenderà da questi indicatori, che peseranno in maniera differenziata (sulla  base di apposito decreto ministeriale) con un peso preponderante di Iras1.

“Il ministero ha previsto un lieve fattore correttivo nella quota premiale – ha aggiunto Zara - per tener conto del minor conferimento dei prodotti (fino a una misura massima del 3%), ma ciò compensa solo in parte i mancati conferimenti da parte del nostro ateneo, il quale si è scostato molto dalla media nazionale. Da parte mia e del delegato alla ricerca ci sono stati numerosi richiami su questi aspetti nel periodo di conferimento dei prodotti, peraltro riportati ampiamente anche sulla stampa. La discussione si aprirà ora negli organi di governo, che dovranno valutare eventuali ripercussioni nei dipartimenti che hanno partecipato in misura minore al conferimento dei prodotti”.

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