Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Il sindaco di Melendugno diserta incontro sul gasdotto con la Bers

Esponenti della banca europea a Lecce per un “incontro facilitatore”. Ma l’amministrazione di Potì aveva chiesto un confronto nel suo territorio

La foto con prefetto, questore e sindaci di Melendugno e Martano è relativa a un incontro dell'aprile 2017.

LECCE – Secondo la convocazione recapitata al sindaco di Melendugno, Marco Potì, due esponenti della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo saranno domani mattina presso la prefettura di Lecce per un “incontro facilitatore” con le istituzioni locali riguardo il gasdotto Tap.

L'amministrazione comunale, tenacemente ostile alla realizzazione dell’opera, ha fatto sapere che marcherà visita, avendo ricevuto il diniego a tenere il confronto nel territorio di Melendugno dove sarebbe stato più logico, secondo il primo cittadino, verificare con mano il disagio della popolazione e l’impatto del gasdotto sul territorio. Tra l'altro Potì ha comunicato di avere un impegno in municipio proprio per l'ora stabilita, le 10.

Le organizzazioni bancarie e finanziarie che dipendono da Bruxelles, infatti, non possono contribuire economicamente a progetti che contrastano con i principi guida dell’Unione Europea, come il rispetto di procedure democratiche e l’attenzione per la sostenibilità ambientale. Per questo prevedono nei loro statuti la possibilità di recepire osservazioni e pareri da parte delle realtà locali investite dai progetti in attesa di finanziamento.

La Bers ha concesso un prestito di 500 milioni di dollari per il Tanap, il tratto turco dell’opera, mentre la Bei, Banca Europea degli Investimenti, ha accordato un finanziamento di 1,5 miliardi di euro per il tratto trans-adriatico che riguarda più direttamente il Salento.

Il rifiuto opposto alla richiesta di spostamento della riunione, per il Movimento No Tap “dimostra, ancora una volta, che le decisioni vengono prese sulla testa della popolazione e non nei suoi interessi. Mentre le istituzioni locali si dimostrano vicine alle esigenze della popolazione, i finanziatori di Tap preferiscono il distacco e vorrebbero continuare a imporre strategie decisionali non condivise. Sono queste le tanto sbandierate "consultazioni popolari" che credono di inscenare con imbarazzante equilibrismo? No, la consultazione popolare si ha quando si ascolta la gente”, si legge in una nota diffusa dal movimento”.

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