Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

Il sindaco sul progetto: “Giusto coltivare la memoria”

Cariddi interviene sul senso del workshop internazionale e rilancia la missione della sua città a conservare il ricordo della tragedia della Kater I Rades: "Il progetto è stato sposato e fatto proprio dalla nostra comunità"

OTRANTO - Coltivare la memoria. È la convinzione del sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, che ha spiegato, nel corso della presentazione delle opere dei giovani artisti, il senso dell’intera iniziativa “L’Approdo”: “Otranto, la città più ad est d’Italia, vive un rapporto di reciproca apertura con le genti che popolano l’area orientale dell’Adriatico. Le poche miglia di distanza tra le due coste hanno rappresentato da sempre una via di comunicazione e di contaminazione tra diverse civiltà, culture e religioni. Questa è certamente la maggiore ricchezza di una terra in cui la stratificazione della storia ha lasciato tracce chiaramente leggibili delle varie influenze esercitate da quanti, nei secoli, hanno trovato approdo sul nostro territorio”.

“Un mare – ha proseguito Cariddi Cariddi (foto M.B.)-2-, il Canale d’Otranto, che non separa, ma unisce. Non una frontiera chiusa, ma una via d’acqua che facilita flussi in grado di alimentare costantemente il dialogo con l’altro. Questo è il messaggio che il nostro mare ci consegna, consapevoli di un destino che accomuna tutti i popoli dell’area Mediterranea. Un destino che non sempre ci ha riservato giorni felici”.

Siccome la storia sa scrivere pagine molto tristi ed anche il Canale d’Otranto ha dovuto assistere a tragedie di “un dolore assordante”, “noi – puntualizza - non vogliamo dimenticare, anzi, vogliamo ricordare quei momenti. Crediamo sia giusto coltivare la memoria. Il progetto L’Approdo è stato sposato e fatto proprio dalla città affinché resti sempre vivo il ricordo della tragedia del naufragio nel Venerdì santo 1997, in cui persero la vita in molti tra uomini, donne e bambini. Ma anche affinché resti alta l’attenzione sulle politiche da attuare per governare al meglio un problema che continua a far registrare, ancora oggi, tantissime vittime nei nostri mari”.

Il sindaco sottolinea la volontà che l’opera realizzata dall’artista Costas Varotsos possa rappresentare un luogo e un simbolo dedicato all’umanità migrante: “Non dimentichiamo mai – ribadisce - che anche il nostro Paese, ed in particolar modo il Meridione, è stato interessato in passato dal fenomeno dell’emigrazione di massa verso Paesi esteri che ci hanno accolto”.

“L’Approdo – conclude - potrà contribuire a rafforzare nella nostra Comunità la naturale predisposizione all’accoglienza e alla solidarietà sempre dimostrata, e a non indurci a rifiutare mai quel primo abbraccio che ci viene chiesto da quanti, fuggendo da luoghi in cui non si riesce a condurre una vita libera e dignitosa, chiedono di poter avere una possibilità per guardare al futuro con fiducia e speranza”.

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