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Il Tar boccia l’impianto fotovoltaico sui terreni agricoli di Cutrofiano

La prima sezione del tribunale amministrativo leccese boccia il ricorso della società, che aveva impugnato il diniego al progetto da parte della Regione Puglia: l'istanza viene ritenuta "infondata". Esultano gli ambientalisti

LECCE – Il Tar dice no all’impianto industriale fotovoltaico che si voleva realizzare su 51 ettari di terreno agricolo sul territorio di Cutrofiano. Il Tribunale amministrativo regionale per la Puglia di Lecce, sezione prima, ha rigettato, dunque, il ricorso della società agricola “Cutrofiano s.r.l” contro il diniego dell’autorizzazione da parte della Regione Puglia, ritenendo la richiesta infondata.

La società ricorrente aveva presentato il 22 giugno 2009 domanda formale alla Regione di rilascio dell’autorizzazione unica per la realizzazione di un impianto fotovoltaico di potenza pari a 9,92 Mw. Il servizio assetto del territorio dell’ente, premesso che l’impianto in esame avrebbe dovuto essere valutato in un unico, assieme cioè ad altri progetti presentati nella stessa zona, esprimeva parere negativo, ritenendo l’intervento in contrasto con le disposizioni relative alle distanze dai corsi d’acqua, dai boschi e macchie, nonché per la presenza di cigli di scarpata.

Con nota del 14 gennaio 2011 dell’ufficio energia della stessa Regione Puglia, veniva comunicato il preavviso di rigetto dell’istanza: “Tali atti – si legge nella ricostruzione processuale - venivano impugnati per violazione delle disposizioni in materia paesaggistica, eccesso di potere per sviamento dell’azione amministrativa, nonché per violazione dell’articolo 14-ter della legge 241 del 1990, essendo stati superati i termini per l’espressione dei relativi pareri all’interno della conferenza di servizi”.

Successivamente, con nota del 17 febbraio 2011, il servizio tutela della acque della Regione Puglia esprimeva ulteriore parere sfavorevole per incompatibilità del progetto con il piano di tutela delle acque, rilevando che l’intervento ricadesse all’interno di un’area naturale di displuvio, con conseguente “possibile alterazione del deflusso naturale delle acque”. Il tutto portava il 9 marzo 2011 al rigetto integrale dell’istanza della “Cutrofiano srl”, che, rappresentata dal proprio legale, Luca Vergine, presentava ricorso contro il diniego.

Al termine del dibattimento, il collegio giudicante del Tar (Antonio Cavallari, presidente, Carlo Dibello, primo referendario, Massimo Santini, referendario, estensore) ha ritenuto nella sostanza “correttamente” e “legittimamente” opposto il motivo specifico del diniego da parte dell’amministrazione regionale, poiché orientato alla necessità di tutelare l’area di displuvio naturale delle acque e in particolare il deflusso e la infiltrazione delle stesse. Per tale ragione, il ricorso viene rigettato, perché “infondato”.

E il forum “Amici del territorio di Cutrofiano” esprime viva e piena soddisfazione per l’esito del ricorso, evidenziando che le motivazioni espresse nella sentenza rappresentino una “gratificante ricompensa per gli sforzi da noi fatti a difesa del nostro amato e prezioso territorio”. Un “doveroso ringraziamento” il presidente Gianfranco Pellegrino lo rivolge ai cittadini di Cutrofiano “schierati contro questa nuova forma di colonialismo energetico, all’amministrazione comunale, nella persona dell’assessore all’urbanistica ed ambiente Maria Rosaria Cesari, “con noi in prima linea in questa battaglia”, al responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Sogliano Cavour, geometra Giovanni Russo, “il vero protagonista della vicenda, che con caparbietà e determinazione ha saputo gestire la complessa situazione, di non semplice risoluzione”.

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