Lunedì, 2 Agosto 2021
Politica

Il tris d’assi alle primarie: battaglia politica per il centrosinistra del futuro

Tre candidati di primo piano per una competizione che intende fare sul serio e che dimostra la ricchezza delle opzioni in campo: ciascuno dei contendenti, però, non può non fare i conti coi nervi scoperti e le proprie zone grigie

LECCE – La giornata politica di ieri, comunque la si guardi, dimostra che il centrosinistra italiano c’è e che ha delle opzioni importanti da mettere sul percorso delle prossime politiche. Le primarie, tanto giocate finora sulle regole fumose, possono fungere da molla per rilanciare un processo democratico di selezione e per proporre opzioni politiche, sebbene lo spettro di un gioco votato a tirare la volata ad un Monti bis resti ancora nell’ombra.

Di certo, però, dall’assemblea del Pd e dal triangolo geografico Roma-Puglia-Ercolano arrivano indicazioni da non sottovalutare: innanzitutto da Pierluigi Bersani, che, con coraggio si mette in, riconoscendo il momento particolare del Paese anche in barba agli appelli contrari dei maggiorenti del partito a proseguire senza passare dalle primarie. Il suo discorso di ieri, nell’assemblea nazionale, è stato di alto profilo istituzionale, quasi da premier in pectore, che sente la responsabilità di dover dare una direzione al paese.

Di fronte al Bersani istituzionale si colloca Matteo Renzi, il “rottamatore”, che piaccia o meno, con entusiasmo sta portando avanti all’interno del suo partito una battaglia giocata sul terreno politico e che rompe gli schemi del precostituito e che dà dignità alla consultazione del centrosinistra, rendendola appetibile anche agli osservatori più distratti.

L’intervento di Nichi Vendola al Mav di Ercolano ha, d’altra parte, riproposto la sua versione migliore, quella del narratore, capace di indicare una visione alternativa a quella più tradizionale, puntando peraltro su temi scomodi come i diritti civili. Le opzioni di questo centrosinistra sono, dunque, ampie, senza peraltro dimenticare quelle minoritarie, che si stanno facendo spazio in queste ore e che rappresenteranno le proprie idee per guidare il centrosinistra dentro al possibile governo 2013.

Ma sono solo luci? No, è pacifico ed evidente, perché le storie accompagnano sempre i protagonisti: Bersani, seppur rappresenti una risorsa affidabile per il centrosinistra, ha dalla sua quel marchio di “usato sicuro” che lo relega ad una figura, che insieme alla classe dirigente del Pd, ha avuto già la possibilità di guidare il Paese, con alterni risultati.

D’altra parte, Renzi continua a proporre una ricetta politica troppo riversata sul concetto di “rottura” con la nomenclatura e poco sulle ragioni della discontinuità immaginata. Vendola sconta il malessere di tanti suoi sostenitori, che ne hanno visto l’opera da governatore pugliese lentamente ridursi e accartocciarsi sul pretesto per cullare l’ambizione di guidare il centrosinistra. Non sono tutte rose e fiori, anzi. Le primarie saranno occasione vera, se faranno i conti con i nervi scoperti di questa competizione.

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