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Il voto. Visto da destra e visto da sinistra

Ugo Lisi, presidente provinciale di An: "Ha vinto la città reale, contro le distorsioni mediatiche dell'Unione". Dario Stefàno, capogruppo della Margherita alla Regione: "Il centrosinistra tiene"

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"La vittoria della serietà e dell'operatività. L'avevo detto nei giorni scorsi: c'era una città reale che era lontana mille miglia dall'immagine mediaticamente distorta che ne costruiva il centrosinistra. Quella città reale si è espressa democraticamente nelle urne. Ogni valutazione consequenziale deve partire da qui". Nelle considerazioni di Ugo Lisi, presidente provinciale di Alleanza nazionale, il richiamo alla campagna portata avanti dall'opposizione. "Non si può pensare di distorcere il vero e di raccogliere i frutti dello stravolgimento della verità", dice Lisi. "Alla fine il buonsenso e la responsabilità pagano sempre. A Lecce, come in provincia".

E si tratta di "una vittoria elettorale che non lascia adito a recriminazione alcuna - dice ancora il deputato -, frutto di nove anni di governo serio e attento che ha sempre visto i cittadini protagonisti dell'amministrazione del capoluogo e, in ogni momento, al primo posto rispetto agli interessi partitici.
Gli abitanti di Lecce si sono resi conto di ciò e per questo non hanno creduto alle bugie dell'Unione che, in questa campagna elettorale, ha descritto la nostra città come una sorta di paese ai limiti della vivibilità".

E lo scettro ora passa in mano a Paolo Perrone. "Al quale auguro i miei più sentiti auguri di buon lavoro: sono certo che riuscirà nel compito conservare e sviluppare i frutti di quanto fatto in tutti questi anni. In tutto ciò mi preme sottolineare il risultato conseguito da Alleanza nazionale, nuovamente prima forza politica della città, conseguenza di un'azione responsabile e affidabile, fondata su valori verso i quali il partito non è mai venuto meno. An a Lecce e in provincia gode di ottima salute e ringrazio commosso i cittadini che, ancora una volta, si sono riconosciuti nel modo sensato con cui facciamo politica", conclude.

A tutto tondo l'analisi di Dario Stefàno, presidente del gruppo consiliare della Margherita alla Regione. "Il centro sinistra tiene in Puglia, anche dove è drammaticamente lacerato - Taranto - e dove non ha conquistato obiettivi che si sapeva essere ambiziosi, come la città di Lecce", commenta. "Nella prima valutazione del dato, certamente non mi iscrivo al partito di chi crede che la tenuta del centro sinistra sia merito del governo regionale o nazionale, così come non sposo la tesi contraria. E' indubbio, però, che va fatta una riflessione a bocce ferme per chiederci come mai in alcune realtà locali l'esperienza di chi è impegnato istituzionalmente in enti sovraordinati si è tradotto in consenso elettorale, mentre in altri centri, anche importanti, ciò non è avvenuto".

"Credo che l'analisi del dato debba evitare la logica delle rivendicazioni di parte - commenta ancora -, perfettamente inutile, ma piuttosto condurci ad una valutazione complessiva su come l'azione di governo regionale debba avviare la "fase due", indicata dallo stesso presidente Vendola. Occorrono azioni ed obiettivi chiari, capaci di mettere in evidenza quella Puglia migliore che ci siamo impegnati a realizzare, in modo da giungere puntuali fra tre anni alla scadenza elettorale. Credo, inoltre, che sbaglia chi afferma che le amministrative abbiano rappresentato un freno al processo di costruzione del Partito democratico. Anche guardando al dato di Lecce città, sommando la lista unica dell'Ulivo alle altre liste naturalmente ispirate a quel progetto ("Una buona azione per Lecce" e "lista Corvaglia") è evidente come il Pd sia risultato di significativo interesse".


"Segno che - prosegue Stefàno - chi continua a sostenere che occorreva presentarsi con due liste separate, commette un errore clamoroso: i progetti più ambiziosi, infatti, richiedono sempre scelte coraggiose e passaggi importanti con cui misurarsi, ed il voto amministrativo nella città capoluogo era certamente una prova importante per il Pd che i numeri ci dicono aver superato. E la lettura definitiva dei dati dei candidati dell'Ulivo a Lecce mi fornisce l'occasione per esprimere un pensiero di grande soddisfazione nei confronti dei candidati della Margherita risultati eletti con performance di straordinario significato. Un grazie che va anche agli amici non eletti, i quali tutti insieme con la grande motivazione che li ha animati e l'impegno profuso, hanno consentito a La Margherita di incidere significatamene sul risultato di quel progetto ambizioso che oggi è dato dalla lista dell'Ulivo e che da oggi in poi sarà il Partito democratico".

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