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Impianto di compostaggio nell'area industriale: l'iter riparte in Provincia

Il sito dovrebbe trattare fino a 50mila tonnellate l'anno di frazione organica. Il consiglio comunale di Surbo si è già espresso in maniera contraria

Al centro, l'assessore Andrea Guido e il consigliere Rotundo.

LECCE – Sarà incardinato presso la Provincia di Lecce e non più in Regione Puglia, l’iter autorizzativo per l’impianto di compostaggio progettato dalla Metapulia srl localizzato tra Lecce e di Surbo, nella zona industriale. Si tratta di siti indispensabili per la chiusura del ciclo dei rifiuti, senza la quale non si potrà mai arrivare a una completa sostenibilità ambientale della gestione dei rifiuti. 

L'impianto dovrebbe smaltire 50mila tonnellate di frazione organica, più 13mila di sfalci e potature e 15mila di fanghi di depurazione e produrre biometano. Sulla questione il consiglio comunale di Surbo si è già pronunciato all’unanimità in maniera contraria, mentre a Palazzo Carafa se ne è iniziato a discutere soltanto oggi, in commissione Controllo alla cui seduta ha partecipato anche l’assessore all’Ambiente, Andrea Guido.

Il consigliere Angelo Tondo, che in qualità di presidente del consorzio dell’area industriale aveva partecipato anche all’assise comunale surbina, ha ricordato che sono tre gli impianti di compostaggio pubblici già deliberati, a Cavallino, a Tricase e a Galatina e che questi, una volta a regime, dovrebbero essere sufficienti a trattare le 120mila tonnellate annue di organico prodotte in provincia di Lecce. Eppure i progetti presentati dai privati sono diversi, ha precisato Tondo, paventando così il rischio di una invasione di impianti pronti magari ad accogliere materiale proveniente da altre parti del Mezzogiorno.

La preoccupazione, evidentemente, è politicamente trasversale, come confermano le dichiarazioni del presidente di commissione, Antonio Rotundo, del Pd: “Essendo l'impianto di proprietà pubblica di Cavallino il riferimento per l'umido della nostra città e dei comuni dell'hinterland, risulterà del tutto evidente che in questo quadro l'impianto privato di ben 50 mila tonnellate di trattamento di frazione organica inevitabilmente diverrà impianto che raccoglierà rifiuti di altri territori anche di fuori regione con le inevitabili ricadute sulla nostra città che possono essere devastanti”.

Ma sul progetto in questione esiste anche una riserva sulla localizzazione: dovrebbe sorgere, infatti non distante da siti produttivi o di stoccaggio di alimenti. Metapulia è una società a responsabilità limitata costituita nel giugno scorso con 10mila euro di capitale sociale sottoscritto e con sede legale a Roma. L’amministratore unico è Piero Seracca Guerrieri. Con la ripartenza dell'iter sarà possibile fare tutti gli approfondimenti del caso.

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