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In marcia contro il mega gasdotto della Tap. A San Foca la manifestazione

Sul lungomare Matteotti, domenica pomeriggio, il comitato “No Tap” organizza un raduno di protesta contro l’infrastruttura della multinazionale del gas. Prevista una raccolta di firme per scongiurare alterazioni del territorio

MELENDUGNO – In piazza contro il mega gasdotto della Tap. Sul Lungomare Matteotti di San Foca, marina di Melendugno, scende in piazza il comitato “No tap”, che ha organizzato una manifestazione per domenica 27 maggio, con ritrovo alle ore 16.30, proprio nella località turistica dove la multinazionale vorrebbe far approdare un gasdotto proveniente dall’Azerbaijan.

Le iniziative del comitato volte ad ostacolare la costruzione dell’opera proseguono con la raccolta firme che sarà momento essenziale della manifestazione, per esprimere il proprio dissenso e portarlo nelle sedi competenti. Il megagasdotto che, secondo il progetto depositato presso il Ministero dell’Ambiente, lo scorso 13 marzo, dovrebbe aprire un corridoio di energia dall’Azerbaijan, vuole approdare con micro tunnel appena a nord di San Foca e attraversare il territorio di Melendugno fino al confine con Acquarica di Lecce, dove dovrebbe sorgere una cabina di depressurizzazione grande 9 ettari e recintata per 16.

I pescatori aderenti delle cooperative “Delfino” e “La Folgore”, a bordo delle loro barche, seguiranno il corteo dal mare. L’opera in questione rappresenta, secondo quanto afferma il comitato, “un enorme pericolo dal punto di vista dell’impatto socio-ambientale”. Tre sono i punti fondamentali su cui, da circa un anno, i comitati anti Tap si battono: evitare una grave ricaduta economica che potrebbe subire un territorio a vocazione prettamente turistica.

Non permettere, in seconda istanza, di deturpare un paesaggio di pregio naturalistico, più volte premiato dall’ambito riconoscimento di bandiera blu d’Europa; ed, infine, proteggere il territorio da nuove forme d’inquinamento che andrebbero ad aggiungersi ai già noti casi eclatanti di minaccia ambientale: la centrale Enel Federico II a Cerano e l’Ilva di Taranto.

L’approdo del gasdotto Trans Adriatic Pipeline (Tap), in località San Foca, prevederà una centralina di misura fiscale del gas (Prt) in prossimità di Acquarica di Lecce – Vernole, e passerà in consegna alla Snam rete gas, che provvederà a collegare il metanodotto Tap alla rete nazionale di distribuzione del gas.

Per il comitato si annunciano conseguenze “terribili”: trivellazioni sulla già fragile e corrosa costa, costruzione di una centralina di depressurizzazione con emissioni di gas “in caso di emergenza” a soli 700 metri dal centro abitato, espianto di centinaia di ulivi secolari per realizzare uno scavo di 30 m lungo un tragitto di 25 km, distruzione dei fondali di Posidonia (pianta acquatica protetta).

Accanto a queste “minacce reali”, si temono incidenti come l’esplosione di gas e fuoco avvenuta in Toscana il 18 gennaio 2012, dove il gas è fuoriuscito a causa di una condotta di metano saldata male e una scintilla ha fatto il resto, determinando lo scoppio. Per questo dal comitato ribadiscono: “Impegnarsi attivamente in questa battaglia è anzitutto una scelta etica che i cittadini, le varie associazioni di categoria e tutti coloro che amano la propria terra sono chiamati a compiere. Noi siamo ciò che facciamo - concludono - e questa volta non è in ballo solo il nostro futuro anche quello dei nostri figli”.

 

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